Poliziotti e operai Autostrade feriti da Tir sull'A12 -2-

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Roma, 4 ago. (askanews) - "Siamo vicini agli agenti e al lavoratore di Autostrade feriti mentre facevano il loro dovere e restiamo in contatto con gli ospedali dove sono ricoverati. La nostra protezione civile si è immediatamente attivata e dalla Sala operativa sta monitorando la situazione, mentre i nostri volontari sono in arrivo sul posto sia da Genova che da Spezia per portare acqua e aiutare le persone coinvolte nell'incidente. Grazie alla nostra richiesta, Autostrade per l'Italia ha già riaperto i caselli che erano chiusi per lo sciopero dei casellanti, consentendo la libera fuoriuscita dei veicoli senza fermarsi alla barriera. Tra poco verrà riaperta anche la corsia di sorpasso e sospesa l'uscita obbligatoria dei veicoli". Lo scrive sulla sua pagina facebook il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a seguito dell'incidente che si è verificato poco fa sull'autostrada A12 Genova Livorno in direzione Genova tra Sestri Levante e Lavagna. Nell'incidente sono rimasti coinvolti un addetto del soccorso autostradale, trasportato in elicottero all'Ospedale Policlinico San Martino dove è ricoverato in gravissime condizioni, e due agenti della polizia stradale, ricoverati all'ospedale di Lavagna per i traumi riportati ma le loro condizioni non destano preoccupazione. Un altro operatore del soccorso autostradale è già stato dimesso dall'ospedale di Lavagna.

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    A uccidere Anastasi è stata la Sla

    La "stronza" chiamava Stefano Borgonovo la Sla che se l'è portato via nel 2013 e ora la malattia neurodegenerativa è tornata a colpire un calciatore di successo come Pietro Anastasi. L'ex attaccante di Juve e Inter, scomparso venerdì sera a Varese all'età di 71 anni, aveva scoperto di essere afflitto dalla sclerosi laterale amiotrofica tre anni fa, dopo un'operazione per un tumore all'intestino.Lui in un'intervista nel dicembre 2018 aveva continuato a dire di avere un cancro, ma dopo il suo decesso è riaffiorato il dramma di una malattia che in Italia colpisce soprattutto i calciatori, categoria statisticamente al primo posto davanti agli agricoltori.La malattia di 'Pietruzzu' era peggiorata negli ultimi mesi, al punto che in ospedale sarebbe stato lui stesso a chiedere la sedazione assistita il giorno prima della sua morte. Detta anche morbo di Lou Gehrig, dal nome del giocatore di baseball americano che per primo ne soffri', tra gli anni Trenta e Quaranta, la Sla in Italia è diventata nota al grande pubblico grazie a Borgonovo, grande amico di Roberto Baggio.Fu l'ex attaccante della Fiorentina a squarciare il velo di pudore e omertà attorno a una malattia che aveva già colpito l'ex capitano del Genoa, Gianluca Signorini. E prima di lui Armando Segato, Ernst Ocwirk, Guido Vincenzi e Fulvio Bernardini.Tante le concause che potrebbero aver alimentato la diffusione della Sla come "malattia dei calciatori": traumi alle gambe e al capo, eccessi di fatica e abuso di medicinali. Recentemente si è parlato anche dei pesticidi e dei diserbanti utilizzati in passato per la manutenzione dell'erba dei campi degli stadi.

  • Storia di Wiko, i cinesi di Francia che con i loro smartphone puntano alla 'pancia' del mercato
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    Storia di Wiko, i cinesi di Francia che con i loro smartphone puntano alla 'pancia' del mercato

    Un tempo c'era il dominio europeo sulla telefonia mobile. C'erano marchi come Ericsson e Nokia che si davano battaglia con giganti americani come Motorola. Poi è arrivato lo smartphone e sappiamo tutti com'è finita.Motorola sta solo di recente cercando di resuscitare gettandosi in un campo relativamente nuovo come gli smartphone pieghevoli con un'idea relativamente vecchia: rispolverare una gloria come il Razr. Nokia ed Ericsson hanno deciso di lasciate il campo ai device asiatici e si sono concentrati sulle infrastrutture di rete. E così l'Europa sembra scomparsa dal palmo della mano del mondo, dove ora dominano marchi come Apple, Samsung, Huawei. Non è esattamente così, però, perché c'è qualcuno che l'onda cinese, invece che lasciarsene travolgere, ha deciso di cavalcarla. Un piccolo marchio con grandi ambizioni, nato meno di dieci anni fa in Francia, ma con più di un piede molto lontano.Wiko nasce come startup nel 2011 a Marsiglia. Dal dicembre 2017 fa parte della holding Tinno Mobile Technology Corp: i leader di queste due aziende, Laurent Dahan (Co-fondatore di Wiko) e James Lin (Fondatore e Presidente del gruppo Tinno, Co-fondatore di Wiko), hanno unito le loro competenze e creato un'impresa che, grazie al “doppio passaporto” franco-cinese, può essere presente in oltre trenta Paesi in Europa (in Italia da fine 2013), Africa, Medio Oriente, Asia e Stati Uniti dove nel maggio del 2019 ha debuttato con l'apertura di due sedi a Dallas (in Texas) e ad Atlanta (in Georgia). I soldi per lo sviluppo dei prodotti e la gestione vengono da Tinno che, assicurano in azienda, è una società privata, non finanziata dal governo cinese e che non investe in infrastrutture. Un chiaro riferimento a due player importanti come Huawei e Zte,Anche se con qualche falsa partenza, ​con gli anni Wiko è riuscita a corregere alcuni importanti difetti e a conquistarsi la quinta posizione nella top 5 delle vendite di smartphone in Italia. Il 6,5% che viene attribuito al marchio franco-cinese dalla rilevazione di settembre 2019 può sembrare una quota marginale, ma significa essere alle calcagna di Xiaomi (associato al sub-brand Redmi) nel polarizzato e difficile mercato italiano dominato da Samsung, Huawei e Apple..Il pregio di Wiko è stato saper interpretare le esigenze degli utenti e piazzare sul mercato i prodotti giusti: smartphone di ragionevoli pretese a poco più (o poco meno) di 100 euro e che abbiano un design, una batteria e un sistema operativo non da smartphone economici. Il 2019 è stato ed è un anno importante per Wiko. Il brand ha rinnovato il suo logo, mantenendo l'iconica forma della W e il caratteristico colore Bleen (fusione di blue e green), ma ha deciso di semplificare e razionalizzare il proprio portfolio, andando a perfezionare l'esperienza utente, focalizzandosi sulla durata della batteria e sulle prestazioni del processore.I modelli di punta sono quelli della View3 collection che si compone dei modelli View3 Pro, View3 e View 3 Lite ed è la naturale evoluzione della View2 collection presentata nel 2018. Questi device integrano display full screen, tripla fotocamera intelligente e una più che rispettabile batterie da 4.000 mAh.I mercati centrali del business di Wiko sono quelli dell'Europa occidentale dove, dicono in azienda, "nonostante le turbolenze a cui il mercato di riferimento è soggetto e la fortissima competitività, Wiko si è mantenuta salda nella posizione consolidata". L'obiettivo a medio termine è di conservare l'attestazione attuale. L'ingresso negli Stati Uniti al fianco dell'operatore Sprint (tra gli operatori leader degli Usa) è una sfida che darà al brand nuovo ossigeno e nuove risorse, "da incanalare in un maggiore impegno sul fronte ricerca e sviluppo, in modo da poter offrire prodotti sempre più rispondenti alle esigenze dei consumatori".Il target di riferimento di Wiko è quello dell'età15-35. In questa fascia l'attenzione al prezzo è altissima e Wiko è in grado di rispondere con prodotti dal miglior rapporto prezzo-prestazione, all'interno di un “guscio” piacevole. Nella pratica Wiko è in grado di abbracciare un pubblico più ampio e trasversale, che interessa anche gli over 60: la discriminante del prezzo è appetibile in maniera universale.Fortemente radicato e strutturato nell'open market, Wiko contempla anche accordi con i principali operatori di telefonia in Europa come Orange, Deutsche Telekom e Vodafone. La strategia europea è fatta essenzialmente di 4 asset: osservazione ed analisi dei bisogni e delle richieste dei consumatori, anche attraverso un monitoraggio continuo e costante dei social network; la complementarietà di un know-how francese e di una potenza industriale cinese; la capacità di rendere la tecnologia disponibile a quante più persone possibile con il giusto equilibrio tra tecnologia, design, qualità e prezzo; e infine l'agilità di comunicazione e marketing sui vari mercati, implementando operazioni e attività studiate e adattate per ogni singola nazioneIn Italia Il business si concentra fortemente sull'open market: presenza capillare sul territorio nella maggior parte delle realtà distributive italiane. Questo legame con il retail si traduce nella disponibilità dei prodotti in circa 5.000 punti vendita, corrispondenti al 97% del mercato."È molto importante che un consumatore che cerca un telefono del brand possa sempre trovarlo in negozio" dicono in Wiko, "Questo è uno degli aspetti su cui si concentra maggiormente la strategia commerciale che risponde all'esigenza di chi quando cerca un telefono, innanzitutto ha in mente un determinato budget di spesa, offrendo il prodotto migliore per quel prezzo. Essere a scaffale in quel momento del processo d'acquisto è assolutamente indispensabile.Anche se nel mercato degli smartphone Android svettano top di gama da oltre 700 euro - come il P30 Pro di Huawei, il 7tPro di OnePlus e l'S10 di Samsung, la grande “pancia” del mercato ​​è la fascia medio-bassa, quella che va da poco meno di 100 euro fino ai 300. Ed è questo il segmento che Wiko vuole presidiare.La mission, dicono in azienda, non è portare avanti la cosiddetta innovazione fine a sé stessa, ma di “democratizzare la tecnologia”, offrendo prodotti che condensano alcuni dei principali e migliori trend tecnologici a un prezzo accessibile. Spingere quello che può interessare la massa, quindi, e non le sole nicchie. E in questa strategia si inseriscono la scelta di portare sul mercato il primo smartphone 18:9 full screen sotto i 200 euro con il View, e successivamente il 19:9 full screen al di sotto dello stesso prezzo con il View2. E ancora, nel 2019, la tripla fotocamera al di sotto dei 180 con il View3. In questa direzione, il 2020 sarà per Wiko l'anno del 5G. Solo allora l'azienda sarà davvero pronta a “democratizzare” anche questa tecnologia, sulla quale sta già attivamente lavorando.

  • Paola di Paola & Chiara: “Felice del glorioso passato con mia sorella”
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    Paola di Paola & Chiara: “Felice del glorioso passato con mia sorella”

    "Le voglie bene ma abbiamo preso strade diverse": così si esprime Paola di Paola & Chiara celebre coppia di cantanti degli anni duemila.

  • Barbara D’Urso su Instagram: splendida a 20 anni
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    Barbara D’Urso su Instagram: splendida a 20 anni

    Barbara D'Urso pubblica su Instagram una foto di quando aveva 20 anni: i followers ne sono rimasti estasiati.

  • È morto Francesco Saponara, benzinaio accoltellato da uno psicopatico
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    È morto Francesco Saponara, benzinaio accoltellato da uno psicopatico

    È morto Francesco Saponara, il 60enne che venne accoltellato da uno psicopatico mentre lavorava nel distributore di suo padre a Milano.

  • Koala in Australia: dopo gli incendi sono a rischio alluvioni
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    Koala in Australia: dopo gli incendi sono a rischio alluvioni

    I koala sopravvissuti agli incendi adesso sono a rischio per le inondazione che hanno colpito l'Australia.

  • Studentessa trovata morta negli Stati Uniti: si indaga per omicidio
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    Studentessa trovata morta negli Stati Uniti: si indaga per omicidio

    Kelly Owen è stata trovata morta nella sua casa negli Stati Uniti: la studentessa sarebbe stata soffocata.

  • Raggi contro Salvini: “Lavora! o almeno provaci”
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    Raggi contro Salvini: “Lavora! o almeno provaci”

    Nuovo episodio di scontro sui social che vede protagonisti Virginia Raggi e Matteo Salvini

  • Il giallo inesistente del tweet di un poliziotto sulle 'sardine'
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    Il giallo inesistente del tweet di un poliziotto sulle 'sardine'

    "Ragazzi vi posto questa mia foto in un'operazione svolta proprio in quel di Bologna dove tra sardine, centri sociali, tossici e popolazione poco collaborativa non è proprio una passeggiata di salute. Vi abbraccio Amici". È il testo di un tweet dall'account Claudio8013, corredato dalla foto di un uomo con un distintivo al collo e la pistola in mano, che sembra un poliziotto anche se altri particolari (a partire da un computer che compare nell'immagine di un modello decisamente obsoleto) hanno fato subito pensare a un fake. E a confermare che si trattava di un account fasullo è stato lo stesso poliziotto finito nella bufera. La foto è sua, di oltre 20 anni fa, ma non è suo l'account. E non è lui ad avervi postato immagini o commenti. E, risolto il 'giallo' presentandosi in commissariato a Bologna, l'agente ha formalizzato la denuncia. Ragazzi vi posto questa mia foto in un'operazione svolta proprio in quel di Bologna dove tra sardine centri sociali tossici e popolazione poco collaborativa non è proprio una passeggiata di salute. Vi abbraccio Amici pic.twitter.com/5YoEwTsd0L — claudio8013 (@Cllaudio80) January 16, 2020Nicola Fratoianni di Leu aveva denunciato l'accaduto, sottolineando: "Non sappiamo se è un fake, o se è il prodotto delle centrali dell'odio ben presenti nella politica italiana o se sia davvero un appartenente alle forze dell'ordine. Data la gravità e la potenziale pericolosità del messaggio siamo certi che il ministero dell'Interno e i vertici della polizia interverranno al più presto per le opportune verifiche, per far bloccare questo account, e per provvedimenti immediati - conclude Fratoianni - nel caso l'autore sia un rappresentante delle forze dell'ordine. Sulla vicenda presenteremo un'interrogazione parlamentare".Il profilo era pieno di retweet a link di destra, sovranisti, compresi discorsi di Salvini e Meloni, appelli all'"Italexit", e continue critiche ai partiti di centrosinistra e proprio alle sardine in particolare. Anche la frequenza dei messaggi (solo oggi sono decine i tweet nel profilo) farebbe pensare a un fake.Intanto la Digos di Bologna e la Polizia Postale avevano avviato gli accertamenti.

  • La "quarta mafia" del Foggiano che ha lanciato la sfida allo Stato
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    La "quarta mafia" del Foggiano che ha lanciato la sfida allo Stato

    La "quarta mafia", operante nel Foggiano, ha "aperto una vera e propria sfida allo Stato", come dimostrano gli episodi più recenti, ma "come Cosa Nostra si è indebolita dopo aver ingaggiato la sua sfida allo Stato, altrettanto avverrà in questo caso, perché si è compreso che si tratta di una mafia da debellare. Dallo Stato c'è una linea aggressiva che darà i propri frutti". Così il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, analizza con l'AGI la situazione che emerge a Foggia e nella sua provincia."In passato - rileva - nello stesso territorio ci sono state situazioni simili, analoghe, a quella odierna, ma si è scambiata l'operatività di una mafia sanguinaria e feroce con semplici contrapposizioni tra bande criminali e si è ritenuto il fenomeno non così allarmante, a differenza di quanto si sta facendo oggi: ora l'attenzione è cresciuta molto, e quello che si sta facendo è quello che ci vuole".Il capo della Dna, in particolare, sottolinea con favore l'invio di altre forze dell'ordine, come disposto dal ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, e osserva che "chi è incaricato di operare in quei territori è particolarmente esperto nell'ambito del contrasto alla criminalità organizzata": anche le iniziative della società civile, "con cittadini che chiedono una repressione forte da parte dello Stato", sono "importanti - afferma de Raho - per tenere viva l'attenzione".Della 'quarta mafia', ricorda il magistrato, "si parla ormai da almeno quattro anni": si tratta di una "mafia feroce, aggressiva e violenta, che usa le armi non solo per piegare le vittime di estorsione per pagare il pizzo, ma anche per contrastare gli altri clan sul territorio". A differenza delle altre mafie, "non utilizza la strategia dell'inabissamento, ma la violenza feroce": "La vittima - dice de Raho - deve non solo essere uccisa, ma scomparire dal ricordo della gente, e questo spiega come, nei casi di omicidio, si riscontrino vari colpi inferti al volto".Nel Foggiano, inoltre, una caratteristica dei clan "è quella, come nella 'ndrangheta, di essere composti da soggetti che appartengono alla stessa famiglia: il vincolo di sangue - spiega il capo della Direzione nazionale antimafia - fa si' che ci sia una particolare chiusura verso l'esterno e, quindi, una forte difficoltà a trovare persone disponibili a parlare. Non ci sono collaboratori di giustizia e i rapporti del clan sul territorio sono tali da proiettarsi verso varie forme di economia, tendendo ad acquisire spazi nel settore agroeconomico in particolare, ma anche legami con l'amministrazione pubblica". Alcune inchieste, conclude il magistrato, "hanno mostrato familiari di mafiosi assunti in vari Comuni o favoriti nelle certificazioni per partecipare ad appalti".

  • Rimprovera passeggero, autista bus aggredito con spranga
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    Rimprovera passeggero, autista bus aggredito con spranga

    Nuova aggressione ai danni di un autista dell'Amat, l'azienda di trasporto pubblico urbano, a Palermo. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, ieri notte nei pressi della stazione centrale un passeggero avrebbe cercato di salire a bordo della linea Notturna 7 con la sua bicicletta. L'autista avrebbe spiegato all'uomo, visibilmente alterato. che il regolamento lo vieta, ma a quel punto sarebbe stato aggredito e colpito più volte con una spranga. Poi il passeggero si è dato alla fuga, facendo perdere le proprie tracce.  Il dipendente dell'Amat, immediatamente soccorso, è stato trasportato dal pronto soccorso del Policlinico. La Tac ha dato esito negativo, i medici hanno riscontrato la frattura di un dito e lo hanno dimesso con una prognosi di 20 giorni.  Sulla vicenda indaga la Polizia che ha già acquisito le telecamere a bordo del mezzo e che sarebbe già sulle tracce dell'aggressore. "Ho telefonato al nostro autista per esprimergli piena solidarietà e la vicinanza dell'azienda - dice Michele Cimino presidente dell'Amat -. Nelle prossime ore lo andrò a trovare a casa. Ringrazio le forze dell'ordine per la tempestività dell'intervento, ma fatti come questi sono gravissimi e vanno condannati con fermezza".

  • Flavio Briatore difende la Gregoraci da Nicola Savino: “Arrogante”
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    Flavio Briatore difende la Gregoraci da Nicola Savino: “Arrogante”

    Flavio Briatore si è espresso in un duro commento in difesa della ex moglie Elisabetta Gregoraci, dando a Nicola Savino dell'arrogante

  • Gf Vip, bufera sulla frase di Zequila “Ti dò un cazzotto e ti uccido”
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    Gf Vip, bufera sulla frase di Zequila “Ti dò un cazzotto e ti uccido”

    L'attore Roger Garth ha accusato Antonio Zequila di aver minacciato l'ex Miss Italia Carlotta Maggiorana all'interno della Casa del Gf Vip.

  • Guerra e pace in casa Muccino
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    Guerra e pace in casa Muccino

    È una storiaccia dove si intrecciano dinamiche parentali, rivalità professionali, donne della discordia, film, libri, social, talk-show avidi di accuse truci, avvocati e tribunali, quella dei fratelli Muccino. Ricomposta (pare, sembra, chissà se durerà…) pochi giorni fa, quando con uno dei suoi abituali tweet il regista Gabriele, 52 anni, un nuovo film “Gli anni più belli”, in uscita il prossimo 14 febbraio (giornata dell'amore, sarebbe stato in effetti poco indicato oscurare la prima con poco idilliache cronache tribunal-familiari) ha annunciato di aver ritirato, all'inizio del dibattimento per diffamazione che vedeva imputato il fratello Silvio, 37 anni, la querela che quel processo aveva innescato.“Mi interessava che un giudice, con tutti i documenti alla mano, lo rinviasse a giudizio. E questo è accaduto. Non mi interessa la sua condanna. Chiudo così questa parentesi triste e insensata” ha cinguettato Gabriele beccandosi non poche critiche (la più gentile quella di intasare i tribunali a spese dei contribuenti) dai suoi follower.Alla sbarra Silvio ci era arrivato a causa delle sue accuse al fratello, consegnate nell'aprile del 2016 a L'Arena, il talk show su La7 di Massimo Giletti: “Gabriele è una persona violenta, ha colpito sua moglie con uno schiaffo perforandole il timpano”, lanciò lì la sua bomba l'attore-regista- scrittore raccontando che quattro anni prima suo fratello aveva malmenato l'allora moglie Elena Majoni, (oggi è sposato con Angelica Russo) perforandole pure il timpano.La confessione chez l'Arena era stata dettagliatissima: Silvio svelò che, chiamato davanti ai giudici per fornire la sua versione dei fatti, aveva reso una falsa testimonianza che gli pesava sulla coscienza: «Sono stato indotto a mentire e ho negato questo schiaffo davanti ai pm. La mia famiglia ha fatto figurare che fosse un incidente avvenuto in piscina. Scelsi la mia famiglia anziché la verità, non me lo sono mai perdonato, e ho fatto crac». Sodalizio e rotturaLa decisione di allontanarsi dalla famiglia, raccontò, era nata in quel momento (per Gabriele quattro anni prima). Prima di declinarsi nella storia da fratelli coltelli che oggi, perlomeno in tribunale, si è ricomposta, la loro era una bella storia fraterna cominciata 37 anni fa, con l'arrivo del bebè Silvio nella casa romana dove il quindicenne Gabriele doveva vedersela solo con la secondogenita Laura, oggi regina dei casting, e felicemente proseguita sul set, dove a 17 anni il piccolo di casa debuttò nel gioiellino “Come te nessuno mai”, diretto dal fratello con cui scrisse a quattro mani la sceneggiatura, per poi bissare la prova attoriale due anni dopo ne “L'ultimo bacio” e nel 2003, in “Ricordati di me”, ultimo film della premiata ditta Muccino and Muccino. Fine della collaborazione fraterna.Cinque anni dopo, nel 2008, iniziò la carriera da regista di Silvio con “Parlami d'amore”, film tratto dal libro che, attenzione, nel 2006 aveva scritto a quattro mani con Carla Vangelista, 65 anni, scrittrice e sceneggiatrice, nome cruciale di tutta questa storia. Due anni dopo, nel 2010 Gabriele si sfogò con La Repubblica svelando che da tre anni non vedeva più suo fratello (“Il cruccio più grande è che ho un fratello che si è isolato dalla famiglia e naturalmente da me, non risponde se cerco di contattarlo, non si fa vivo”). Cherchez la femmeChe cosa era successo? Cherchez la femme, Vangelista appunto, secondo la tesi del primogenito Muccino. Sui social Gabriele entrò nei particolari incolpando la sceneggiatrice di aver plagiato suo fratello, allontanandolo dalla famiglia. Il regista ci andò giù pesantissimo, definendola “improvvisata scrittrice di discutibile talento che ha sequestrato e rovinato il talento di un promettentissimo ragazzo e attore”. Rincarando la dose su Twitter (i panni sporchi i Muccino li lavano sui social e in tv) quando Silvio, dopo aver chiesto al fratello di smettere di considerarlo un burattino nella mani della sceneggiatrice, fece flop con la sua terza opera da regista, “Le leggi del desiderio”, scritto con Vangelista: “Il tuo film è di una signora che ti gestisce, come un ventriloquo il suo pupazzo, da un tempo ormai irreversibilmente lontano”.La signora comprensibilmente non ci passò sopra, lo querelò, gli chiese un sacco di soldi e nel 2016 il regista si esibì in pubbliche scuse, contenute in una lettera: “Voglio chiedere scusa pubblicamente alla Signora Carla Vangelista, collaboratrice da molti anni di mio fratello Silvio, a fronte di improprie esternazioni delle mie opinioni, nelle quali le attribuivo la responsabilità dell'allontanamento di Silvio da me e dalla mia famiglia”. Può bastare? No.Per comprendere la "Dinasty mucciniana", bisogna ricordare, a rischio di perdersi tra talk show e conduttori, che nel gennaio del 2015 Gabriele andò da Daria Bignardi alle “Invasioni barbariche”, dicendosi addolorato per l'allontanamento del fratello (“un lutto") ma pentendosi pure per aver reso pubblici, sui social i drammi di famiglia. Disse pure che il fratello minore, una volta attore si era messo in competizione con lui, trasformandosi in regista creando un corto circuito.Con sommo gaudio della Bignardi e dei suoi ascolti un mese dopo alle ‘Invasioni Barbariche' andò in onda la versione di Silvio: tornando sull'accusa di plagio del fratello “a una donna che nemmeno conosce e che non ha mai visto” il più piccolo dei Muccino si disse “violentato dalle affermazioni del fratello”. Il resto, dallo scoop sul timpano rotto consegnato a Giletti all'ultimo atto in tribunale è storia. Adesso non resta che aspettare un'intervista doppia in tv. Giletti and Co. si stanno già fregando le mani.

  • Picchiata per la quinta volta perché lesbica: 20enne pubblica le foto
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    Picchiata per la quinta volta perché lesbica: 20enne pubblica le foto

    Charlie Graham 20 anni è stata picchiata per la quinta volta perché lesbica e ha deciso di pubblicare le foto con il volto insanguinato

  • Salvo Veneziano, le prime parole dopo la squalifica: “Non ho ucciso”
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    Salvo Veneziano, le prime parole dopo la squalifica: “Non ho ucciso”

    Dopo la squalifica e il clamore, Salvo Veneziano è tornato sui social e ha ovviamente dedicato un post alla vicenda che lo ha visto protagonista.

  • Meteo, weekend di maltempo: in arrivo perturbazione atlantica con neve
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    Meteo, weekend di maltempo: in arrivo perturbazione atlantica con neve

    Il weekend si apre all'insegna del maltempo in Italia: le previsioni meteo hanno segnalato l'arrivo della neve. Le regioni più colpite nel dettaglio.

  • Whatsapp in incognito: come non farsi vedere online dai contatti
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    Whatsapp in incognito: come non farsi vedere online dai contatti

    Usare Whatsapp senza che i propri contatti vedano che si è online: ecco come fare azioni all'interno dell'app in incognito.

  • E' autentico il Klimt ritrovato a Piacenza
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    E' autentico il Klimt ritrovato a Piacenza

    Non ci sono più dubbi sull’autenticità del 'Ritratto di signora' di Gustav Klimt, ritrovato lo scorso dicembre dal personale che eseguiva interventi di manutenzione straordinaria alla Galleria Ricci Oddi su incarico del Comune di Piacenza. L'annuncio è stato dato durante una conferenza stampa della polizia. "Una notizia di importanza storica per la comunità artistica e culturale e per la città di Piacenza", commentano il sindaco Patrizia Barbieri e l’assessore alla Cultura, Jonathan Papamarenghi, rivolgendo "un sentito ringraziamento alla Procura e ai periti, agli inquirenti e alle forze dell’ordine che, in questi anni, non hanno mai abbandonato le indagini".  "Dopo la gioia per il ritrovamento da parte del signor Mohammed Abrjnaz e dei suoi colleghi – proseguono - le indiscrezioni contrastanti di questi giorni hanno alimentato ancor più la suspense su una vicenda che ha tratti misteriosi. Questa conferma è senza dubbio motivo di gioia per Piacenza e per l’Italia". "L’amministrazione comunale – assicurano - è ben pronta ad attuare tutte le iniziative per valorizzare al meglio l’importante ritrovamento, la stupenda Galleria che ne è casa e tutta la città: iniziative di carattere artistico e culturale, attività divulgative e modernissime performance virtuali che rendano Piacenza, a livello internazionale, meta obbligatoria". "Il grosso delle risorse che avevamo previsto per la realizzazione di numerosi progetti artistici per questo 2020 – aggiungono il sindaco e l'assessore - saranno, fin da subito, fatte convogliare su iniziative che dovranno vedere l’amministrazione a fianco delle altre istituzioni cittadine. Su questo quadro di uno dei fondatori del Secessionismo viennese, il grandissimo interesse, da sempre presente, è esploso a partire dalla data del suo ritrovamento, vedendoci immediatamente attivi per preparare il territorio al riscontro internazionale che lo aspetta ma anche per le non secondarie attività di promozione, tra cui il lavoro per la redazione di un importante libro – un romanzo – che ne valorizzi la storia e renda anche nazionalpopolare l’appeal dell’opera e di Piacenza".  "Notevole è infatti l’interesse – spiegano - da parte di editori nazionali, ma numerosi sono anche i registi cinematografici nel mondo che ci hanno contattato, in queste settimane, per lavorare su una così intrigante vicenda". Concludono gli amministratori comunali: "Questo ritrovamento vedrà pronto e in prima linea il Comune di Piacenza per rispetto - doveroso - dell’arte e della cultura, ma anche per valorizzare marcatamente la nostra città. Un grazie di cuore, pertanto, a tutti coloro che hanno reso possibile questo straordinario risultato di importanza storica non solo per Piacenza ma anche per la storia dell’arte che viene finalmente risarcita dopo una grave perdita".

  • Scomparso a Palermo Andrea Amato: il paese si mobilita
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    Scomparso a Palermo Andrea Amato: il paese si mobilita

    Scomparso a Palermo Andrea Amato, un pensionato di 81 anni. Sul campo le forze dell'ordine e la protezione civile.