Poliziotto no vax: 'sospeso ma mai ho avuto dubbi, difendo libertà di scelta'

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"Sono in Polizia dal 1997, il 31 dicembre scorso sono stato sospeso ma mai, nemmeno quando ho dovuto consegnare pistola e tesserino, ho avuto dubbi e anzi né rammarico o astio o momenti di debolezza decisionale. Ho scelto di non vaccinarmi e difendo la libera scelta". A parlare all'Adnkronos è Federico Zacchei, poliziotto no vax segretario provinciale a Prato del Siap. "Il sindacato che rappresento tutela la pluralità dei diritti e delle libertà di ognuno di noi - spiega - Ho riflettuto molto prima di fare questa scelta importante, sapendo che avrei perso temporaneamente il servizio, tutte le mansioni annesse, e soprattutto lo stipendio. Ma io faccio il sindacalista perché credo nella difesa diritti e delle libertà e mai come ora ritengo con assoluta fermezza che nessuno possa scegliere per un'altra persona su cosa fare in ambito di trattamenti sanitari, soprattutto quando non c'é stato ancora un ampio dibattito della comunità scientifica".

"Io ho deciso di aspettare e vedere se eventualmente ci sono reazioni avverse, a medio o lungo termine dei vaccini - spiega - almeno il beneficio del dubbio, la libertà di essere sottoposto o meno a un trattamento sanitario". Ma le parole di Mattarella sul vaccino, pronunciate nel consueto discorso in occasione dell'ultimo giorno dell'anno e capacitato casualmente il giorno in cui è stato sospeso lo ha sentito? "Il Presidente ha tutta la mia stima - risponde Zacchei - proprio perché uomo di una misuratezza incredibile. Tuttavia io non ho aspettato il vaccino, non lo aspettavo: ora che c’è sono contento per chi se lo è fatto convintamente sentendosi più sicuro. Entrambe le posizioni però hanno lo stesso diritto cittadinanza, sia chi è contento di farselo sia chi ha scelto di non farselo".

"Tra gli appunti che ci vengono fatti quello delle punture fatte per il servizio di leva - continua - Magari è vero, ci hanno iniettato 'la qualunque', ma si parlava di vaccini molto sperimentati nel tempo di cui si avevano rendicontazioni medico-scientifiche che hanno consentito un uso obbligatorio senza incorrere in grandi percentuali a rischi. E poi sì, noi poliziotti siamo uomini di legge e dobbiamo rispettare la legge, giusto, ma come sindacalista, proprio perché credo tantissimo in questo lavoro e nel ruolo che svolgo, ritengo sia importante mantenere vivo il dubbio in merito alle scelte personali che portano alla produzione di una legge. Il diritto di scelta è il diritto principale sancito dalla nostra Costituzione, quello che mi porta a essere segretario di 130 persone e a battermi quotidianamente per loro. Ho ricevuto molti attestati di stima da parte di colleghi per la mia coerenza, dettata dalla difesa del diritto di libera scelta: d'altronde non posso difendere gli altri se non sono in grado di difendere me stesso".

(di Silvia Mancinelli)

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