Polonia: passato da rimuovere e monumenti sovietici da abbattere

La Polonia smantella il passato sovietico.
Via quattro monumenti dell'era comunista, dedicati ai soldati dell'Armata Rossa, caduti mentre combattevano per sconfiggere le truppe naziste.

Le operazioni di rimozione sono avvenute giovedì in quattro diverse località della Polonia: Głubczyce, Bobolice, Mokre e Byczyna.

In particolare, alcuni monumenti sono stati rimossi da ex luoghi di sepoltura a Byczyna, nel sud-est della Polonia, e a Bobolice, nel nord-ovest. 
I resti dei soldati furono riesumati e trasferiti in vere e proprie tombe negli anni '50.

Un monumento in pietra è stato smontato nei boschi a Mokre, nel sud della Polonia.

Trapani e martelli (ma senza falce)

Gli operai del comune di Głubczyce, paese di 12.000 abitanti al confine con la Repubblica Ceca, hanno utilizzato martelli pneumatici, trapani e macchinari pesanti per abbattere le statue, risalenti al 1945.

Mikołaj Bujak /AP
Monumento abbattuto. (27.10.2022) - Mikołaj Bujak /AP

Durante la pubblica cerimonia per l'abbattimento dei monumenti, Karol Nawrocki, presidente dell'Istituto storico nazionale polacco, ha dichiarato:  
"Questi monumenti sono il simbolo di un sistema che ci ha trasformato in suoi vassalli e che ha colonizzato mezza Europa, compresa la Polonia. Un sistema che ha continuato a uccidere eroi polacchi: nelle camere di tortura, nelle foreste e per le strade".

Mikołaj Bujak /AP
Karol Nawrocki, presidente dell'Istituto storico polacco. (27.10.2022) - Mikołaj Bujak /AP

Karol Nawrocki ha aggiunto che lo spirito di quel sistema è ancora presente nella Federazione Russa, che sta uccidendo civili in Ucraina, come se niente fosse.

Nawrocki sottolineato che la legge russa, ad esempio, persegue pesantemente chi commette atti vandalici e prevede fino a tre anni di carcere per chiunque rimuova i monumenti dell'esercito sovietico, anche in Paesi stranieri.

“Nel 1945 i sovietici non portarono la liberazione, portarono un'altra prigionia. Hanno conquistato la Polonia e l'hanno trattata come bottino di guerra".

Il governo polacco di destra del primo ministro Mateusz Morawiecki sta gradualmente eliminando i simboli del dominio sovietico, instaurato dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Si tratta, altresì, di un gesto simbolico di condanna, da parte della Polonia, dell'invasione russa dell'Ucraina.

Da quando ha abbandonato il regime comunista dopo la caduta del Muro di Berlino, nel 1989, la Polonia ha adottato misure per rimuovere dagli spazi pubblici i simboli del passato dominio di Mosca, rimuovendo monumenti, statue e targhe commemorative.

Non tutto, però, è stato buttato via: molti reperti di un tempo che fu sono stati spostati in un deposito speciale, sotto il controllo della polizia.