In Polonia una campagna per non segnarsi cattolici al censimento

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 19 apr. (askanews) - E se la Polonia fosse meno cattolica di quanto si è pensato sinora? E' la scommessa di una campagna che punta a sensibilizzare i polacchi a compilare scrupolosamente il formulario del censimento decennale in corso nel paese al fine di restituire un'esatta rappresentazione demografica, dimostrare che il numero di cattolici è diminuito - e togliere così al governo ultra-conservatore un argomento per l'approvazione di leggi restrittive delle libertà civili.

"Sebbene non abbiamo tali intenzioni, sono consapevole che questa iniziativa possa essere considerata un attacco alla Chiesa, all'identità cattolica, alle fondamenta dell'essere polacchi. Ma serve solo a rendere reali le statistiche pubbliche", ha spiegato all'edizione polacca di Newsweek Oskar Zyndul, sociologo e promotore della campagna. "Il censimento è come scrivere sulla pietra. E i dati sono stati scolpiti su pietra per 10 anni. I risultati del censimento precedente hanno dato l'impressione che la Polonia fosse un monolite religioso e ideologico. Il censimento che inizia ad aprile è un'ottima occasione per verificare lo stereotipo di una Polonia cattolica".

In base al censimento di dieci anni fa, il 96% dei polacchi si sono dichiarati cattolici, solo 929mila persone hanno dichiarato di non appartenere ad alcuna religione e 2,73 milioni si sono rifiutati di rispondere alla domanda. Nel frattempo, secondo i dati ufficiali della stessa Chiesa, meno del 30% frequenta effettivamente la Chiesa.

Ora è partita online la campagna "Chce sie liczyc", "Voglio contare", che spiega per filo e per segno come compilare il censimento e fa presente che si può liberamente scegliere di non dichiararsi cattolici, spiegando quali alternative sono disponibili. In particolare, tra le "faq" (domande ricorrenti) a chi è battezzato, ma non va in chiesa, viene suggerito: "Se non ti senti attaccato all'istituzione a cui appartieni 'formalmente', puoi identificarti in modo diverso. Per esempio puoi indicare: Cristianesimo - se credi in Gesù Cristo ma non vuoi essere considerato cattolico; teismo - se credi in un Dio personale che influisce sulla tua vita; deismo - se credi in un dio impersonale che non influisce sulle nostre vite; o puoi selezionare 'Non appartengo a nessuna religione', se la religione non è più rilevante per te, non ti senti parte di nessuna comunità religiosa, non sai se gli dei esistono o non credono nella loro esistenza".

La campagna è sostenuta dallo Sciopero nazionale delle donne, un gruppo promotore delle proteste di piazza che hanno accolto la recente sentenza della Corte costituzionale di limitare le possibilità di interruzione delle gravidanze, nonché da diverse sigle lgbt+.

La posta in gioco è evidentemente politica. In Polonia è al potere il partito di destra Diritto e Giustizia, fondato anni fa dai gemelli Lech (nel frattempo defunto in un incidente aereo in Russia) e Jaroslaw Kaczynski. Il partito ha sempre rivendicato le proprie radici cattoliche, con provvedimenti-bandiera contro l'aborto o la procreazione medicalmente assistita, alleandosi fortemente con realtà potenti come Radio Maria, e puntando a coltivare un rapporto stretto anche con l'episcopato. Quanto alla Chiesa polacca, non monolitica, nel corso degli anni pur con qualche distanza ha comunque prestato il fianco all'ascesa della destra, interpretando in chiave conservatrice il cattolicesimo che, in particolare grazie alla figura di Giovanni Paolo II e in opposizione al regime comunista, godeva di estesissima adesione nel paese. Oggi, in realtà, la Chiesa, pur conservando una notevole presa sulla società, ha perso terreno, sia perché la figura di Karol Wojtyla è sempre più lontana, sia perché anche in Polonia si è diffusa la secolarizzazione, e sia anche per gli scandali degli abusi sessuali che hanno screditato anche figure vicine al pontefice polacco.

Ora l'iniziativa "Voglio contare" punta a dimostrare che il livello di adesione alla fede cattolica è diminuito sensibilimente. Secondo Monika Mazurek, sociologo dell'università di Danzica, non è affatto sicuro che tale calo si traduca automaticamente nella decisione di non dichiararsi cattolici al censimento: "Il cattolicesimo in Polonia è per lo più culturale", ha dichiarato in un'intervista al Guardian. "Nella sfera privata la gente ha smesso di andare a messa, ma la sfera pubblica è ancora domincata dalle tradizioni cattoliche".

La scommessa degli organizzatorei della campagna, tuttavia, è certificare un'evoluzione demoscopica che possa avere comunque un impatto politico. "Se si scoprisse che i cattolici nel 2021 sono meno di almeno il 10 per cento rispetto a dieci anni fa, sarebbe un cambiamento visibile", afferma Zyndul. Il partito europeista Piattaforma Civica ha deciso di cambiare linea sull'aborto quando ha visto che cinque milioni di donne erano scese in piazza e che riposizionarsi era redditizio da un punto di vista elettorale.