Ponte di Genova, commemorare per ricominciare

Gabriella Cerami
·4 minuto per la lettura
TOPSHOT - A rainbow is seen over the new San Giorgio bridge on the inauguration day on August 3 , 2020 in Genoa, the new high-tech structure will have four maintenance robots running along its length to spot weathering or erosion, as well as a special dehumidification system to limit corrosion. - Italy inaugurates a sleek new bridge in Genoa, though relatives of the 43 people killed when the old viaduct collapsed say the pomp and ceremony risk overshadowing the tragedy. (Photo by MIGUEL MEDINA / AFP) (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images) (Photo: MIGUEL MEDINA via Getty Images)
TOPSHOT - A rainbow is seen over the new San Giorgio bridge on the inauguration day on August 3 , 2020 in Genoa, the new high-tech structure will have four maintenance robots running along its length to spot weathering or erosion, as well as a special dehumidification system to limit corrosion. - Italy inaugurates a sleek new bridge in Genoa, though relatives of the 43 people killed when the old viaduct collapsed say the pomp and ceremony risk overshadowing the tragedy. (Photo by MIGUEL MEDINA / AFP) (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images) (Photo: MIGUEL MEDINA via Getty Images)

“Non è facile essere l’erede di una tragedia”. Renzo Piano, più di ogni altro, coglie l’essenza di questa giornata. Pioveva forte il 14 agosto di due anni fa a Genova quando il ponte Morandi crollò spezzando la vita di 43 persone e spaccando in due la città. E ha piovuto oggi, come allora, dai nuvoloni neri sopra il torrente Polcevera. Ma ecco che pochi minuti prima dell’inaugurazione del nuovo ponte San Giorgio, come un presagio di nuovo inizio, un raggio di sole illumina le corsie e la pioggia battente lascia spazio a un arcobaleno che sembra chiudere in un abbraccio il Ponte progettato da Renzo Piano, che come ha saputo ricordare è nato da una tragedia. E per usare ancora le parole dell’architetto genovese, che ha donato alla città questa struttura: “In questo posto ci siamo tutti smarriti due anni fa nello sgomento. E qui ci ritroviamo oggi per ringraziare chi ha costruito questo ponte, con rapidità ma senza fretta”.

Il primo a percorrerlo è il Capo dello Stato Sergio Mattarella solo dopo aver incontrato i parenti delle vittime e aver ascoltato il loro desiderio di giustizia. “Le responsabilità non sono generiche, hanno sempre un nome e un cognome”, sottolinea il Capo dello Stato: “Sono sempre frutto di azioni che dovevano essere fatte o di omissioni che non dovevano essere compiute. Quindi è importante che vi sia un’azione severa, precisa e rigorosa di accertamento delle responsabilità”.

Il premier Giuseppe Conte, il sindaco e commissario Marco Bucci, organizzatore della cerimonia, e il governatore Giovanni Toti tagliano il nastro e parlano da un palco allestito sul ponte alla presenza di 450 invitati, tra cui i rappresentanti politici, tutti i ministri e tanti ex ministri del governo gialloverde, come Toninelli dei 5Stelle e l’allora suo vice al Mit, il leghista Edoardo Rixi, che nell’attesa si perdono in chiacchiere. Accanto a loro anche Giancarlo Giorgetti. Le persone che hanno perso i loro cari e coloro che hanno dovuto abbandonare le case scelgono invece di non esserci, di restare lontani dai tappeti rossi: “Avremmo preferito una cerimonia più sobria”.

Lungo tutto il ponte svettano al cielo 43 lampioni che ogni sera si accenderanno per ricordare le vittime del ponte Morandi. Commemorate oggi con la lettura dei nomi di questi ragazzi, uomini e donne, lavoratori e vacanzieri che arrivavano da ogni parte d’Italia e anche dalla Francia. I parenti delle vittime in Prefettura hanno consegnato al presidente Mattarella un libro scelto da un ragazzo che ha perso il padre nella tragedia del 14 agosto: “Per questo mi chiamo Giovanni. Da un padre a un figlio il racconto della vita di Giovanni Falcone”, e due piccoli doni. E nero su bianco viene messa la richiesta che nessuno si ritrovi mai più come loro: soli, abbandonati, spaesati, senza un consiglio per scelte difficili da affrontare: “Quel ponte – dicono - non lo attraverseranno mai, avremmo voluto si chiamasse ‘ponte 14 agosto’”.

Il primo a parlare il commissario Bucci che inizia così: “Ce l’abbiamo fatta, siamo orgogliosi e contenti. È un bel momento”. Dopo ricorda le vittime: “Dobbiamo fare in modo che queste cose non succedano più. La città ha sofferto in silenzio, le persone hanno perso i posti di lavoro. Oggi regaliamo questo ponte alla città di Genova per ritornare a crescere, per essere competitivi nel mondo”. Il governatore Toti aggiunge: “Mai più dei nostri concittadini devono morire perché si sbriciola un ponte. Sempre così per fare in modo che questo sacrificio non sia stato vano, sempre così vuol dire che tutte le opere possono essere fatte con questi tempi”.

Tocca al premier Conte stemperare qualche tono quasi trionfalistico: “Non siamo qui per tagliare un nastro ed è difficile abbandonarsi a pensieri celebrativi. Il pensiero va rivolto alle vittime”. Ma al presidente del Consiglio tocca anche giustificare i ritardi del governo e dare rassicurazioni in merito alla vicenda Autostrade poiché i parenti delle vittime hanno preferito l’assenza anche perché la gestione del ponte è ancora in mano ai Benetton. “Non esiste qualcosa che possa estinguere il dolore della perdita di una vita – dice Conte - tanto più quando la causa è l’incuria e la cattiva gestione di un bene che essendo anche pubblico dovrebbe custodito, gestito, con particolare cura e particolare attenzione. È anche muovendo da questa consapevolezza che il Governo ha ritenuto doveroso condurre il complesso procedimento di contestazione degli inadempimenti che hanno causato il crollo del ponte. E proprio di recente questo procedimento si è concluso con l’accordo di ridefinire i termini della convenzione”. Termini che tuttavia non sono stati ancora ridefiniti.

Quindi “siamo sospesi tra il cordoglio e l’orgoglio della ricostruzione”, dice ancora Renzo Piano sul San Giorgio a forma di “vascello bianco” ormeggiato tra le colline del Polcevera: “Adesso è vostro, auguro a questo ponte di essere amato”. Consapevole di quanto sia difficile. Consapevole che le famiglie delle vittime hanno appena chiesto al presidente Mattarella di non essere dimenticate dopo quella che definiscono “l’ubriacatura di felicità per il nuovo viadotto”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.