Ponte Morandi, geologi: criticità idrogeologiche dietro al crollo

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Milano, 13 ago. (askanews) - Il crollo del Ponte Morandi sarebbe stato provocato più da criticità idrogeologiche che da problemi strutturali. E' la novità che emerge da uno studio del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena che evidenzia come la struttura del Ponte Morandi abbia iniziato a deformarsi quattro anni prima del cedimento e che negli ultimi mesi prima del crollo le deformazioni siano aumentate. "Lo studio, al quale ha partecipato anche un geologo italiano del ministero dell'Ambiente pone il dubbio che la tragedia, forse, si sarebbe potuta evitare", ha affermato Domenico Angelone, tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi.

"Alla luce del documento si evidenzia come il ruolo del geologo - ha aggiunto Angelone - sia fondamentale nell'analisi delle condizioni geologiche e geomorfologiche delle aree destinate ad ospitare opere infrastrutturali, come nel caso del ponte Morandi di Genova. Un terreno morfologicamente fragile dal momento che, tra il marzo 2017 e agosto 2018, aveva già subito delle deformazioni strutturali per motivazioni legate al sottosuolo, in particolare sotto alla pila che poi è crollata, la numero 9. Oggi è possibile sapere che la struttura del viadotto fosse fragile, ma non si può dire con certezza se il disastro si sarebbe potuto evitare. Sicuramente il lavoro del geologo sarebbe stato cruciale in precedenza - e non soltanto dopo il cedimento - al fine di verificare le condizioni morfologiche del terreno sul quale poggiava il viadotto", ha spiegato ancora il geologo molisano. (segue)