Ponte Morandi, legale indagato: pressioni su periti? Stronz.. -2-

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Genova, 17 gen. (askanews) - "E 'emerso in maniera inoppugnabile - ha sottolineato Perroni - che i periti hanno registrato e cancellato. Il giudice ha ritenuto che questo non fosse rilevante ma io la penso diversamente. Quando un pubblico ufficiale registra delle riunioni collegiali non è come una registrazione fatta tra amici al bar. Sono riunioni che integrano il verbale e che quindi, secondo me, devono essere messe a disposizione delle parti e dei difensori. Il problema non è se è obbligatorio o no: se tu decidi di farlo non puoi evidentemente tenertele per te, le devi condividere con consulenti, parti e difensori".

Per quanto riguarda la frase contestata, "nessuno si deve vendere", che uno dei consulenti degli indagati avrebbe detto ai periti del gip, l'avvocato ha affermato: "Questa è un'altra questione che, secondo me, è stata proprio strumentalizzata perché nel processo penale, sia in udienza che nelle riunioni peritali, ci sono sempre dei momenti nei quali i toni sono aspri e lì, tra l'altro, da quello che ho appreso, toni aspri non li hanno usati solo i nostri consulenti".

"E' evidente - ha concluso Perroni - che se tu per giudicare una cosa di questo tipo prendi solo un estratto di quella registrazione, tutto viene falsato. Il giudice avrebbe dovuto farsi consegnare tutta la registrazione e poi avrebbero potuto fare tutte le valutazioni che riteneva ma così non è stato. Anche questo è un elemento a mio avviso inaccettabile".