Ponte Morandi, Mattarella: ricostruire cultura della sicurezza

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Arcobaleno sul nuovo Ponte di San Giorgio a Genova (AP Photo/Antonio Calanni)
Arcobaleno sul nuovo Ponte di San Giorgio a Genova (AP Photo/Antonio Calanni)

"Sviluppare e ricostruire una affidabile cultura della sicurezza, di adeguata manutenzione e del controllo che coinvolga e responsabilizzi imprese, enti pubblici, istituzioni locali e nazionali, università, mondo della ricerca". E' un passaggio della lettera che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scritto per il Secolo XIX, e che viene riportata anche su La Stampa, in occasione del secondo anniversario del crollo del ponte Morandi.

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"La loro giusta richiesta di verità e giustizia per i propri cari, inghiottiti dal crollo del Ponte, è stata accompagnata dalla forte e sofferta esortazione che vengano in ogni modo evitati in futuro disastri simili con nuovi lutti e nuove vittime", scrive Mattarella ricordando l'incontro con "alcuni rappresentanti dei famigliari delle vittime" poco prima dell'inaugurazione del nuovo Ponte.

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"Il quattordici agosto di due anni fa crollava il Ponte Morandi, inaugurato nel lontano 1967 per connettere Genova e una parte importante dell`Italia alle grandi reti viarie europee. Non è possibile dimenticare lo sbigottimento recato dalle prime notizie - rileva il capo dello Stato - le drammatiche conferme, il numero dei morti che cresceva, l'impegno generoso dei soccorritori, il dolore profondo e composto dei familiari delle vittime, la desolazione di chi aveva perso la propria casa, la solidale e dignitosa risposta di Genova, città profondamente ferita, la vicinanza di tutta l'Italia".

"Quel tragico evento - prosegue Mattarella - è stato vissuto anche come simbolo di contraddizioni presenti del nostro Paese, nel quale modernità, genio e sviluppo convivono con incurie inaccettabili e con antiche negligenze. Il nuovo, bellissimo, Ponte di San Giorgio, disegnato dal genio genovese di Renzo Piano, realizzato in tempi lodevolmente rapidi e inaugurato pochi giorni addietro, ha sanato il vulnus infrastrutturale, dando prova della straordinaria capacità italiana di rialzarsi da traumi e sciagure".

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Conte: mai più tragedia del genere

Una "tragedia del genere" non si deve ripetere più. Così il premier Giuseppe Conte a La Stampa, in occasione del secondo anniversario del crollo del Ponte Morandi. "La partecipazione dello Stato in Autostrade va in questa direzione - osserva - perché contribuirà ad assicurare più controlli e sicurezza sulla nostra rete". "Le nostre infrastrutture sono un bene pubblico prezioso - sottolinea -, non consentiremo più che questo principio venga calpestato". Ai famigliari delle vittime dice: "Garantisco l'impegno a una più scrupolosa attenzione per le infrastrutture pubbliche".