Ponte Morandi: report del 2014 ipotizzava il “rischio crollo”

ponte morandi

Autostrade per l’Italia e Atlantia sapevano che il Ponte Morandi rischiava di crollare già dal 2014. È quanto affermato dai pm Massimo Terrile e Walter Cotugno entrati in possesso di un report datato 2014 che attesterebbe proprio la scarsa stabilità del viadotto sul Polcevera crollato tragicamente il 14 agosto 2018. Tale documento sarebbe stato ritrovato nella sede di Atlantia e in quella di Aspi dai finanzieri nel corso delle indagini. A insospettire è il fatto che il rapporto, dal 2014 al 2016 parli di “rischio crollo“, dicitura che si trasforma nel 2017 in “rischio poca stabilità”.

Ponte Morandi: il report

Il documento attesta che dal 2014 Aspi e Atlantia erano a conoscenza delle condizioni del Ponte. Tale rivelazione, dunque, smonta quanto finora affermato dai dirigenti delle società, i quali hanno sempre affermato che le attività di monitoraggio sulla struttura “non avevano mai segnalato motivi di allarme o di urgenza“. Ora i pm chiederanno spiegazioni ai 73 indagati per la strage di Genova. Secondo Repubblica, il report eta stato presentato ai consigli di amministrazione per programmare interventi, il cui inizio era però previsto per l’ottobre 2018, ben due mesi dopo il crollo.

Gli altri elementi

Il report portato alla luce da Repubblica non è l’unico elemento che fa pensare che Aspi fosse a conoscenza dei problemi del ponte Morandi. Nel 2011, infatti, uno degli ex dirigenti di Autostrade parlò ai pm raccontando di alcuni dati ricevuti nel 2011 che parlavano di un “problema importante al Ponte“, mentre un docente del Politecnico di Milano ha detto di aver consegnato nel 2017 il suo studio sulle “anomalie sul pilone 9“.