Pontida abbandona la secessione: "Il Sud è il nostro Fort Knox"

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dall'inviato Marco Barboni Lo spirito unitario, con punte di meridionalismo, conquista il pratone di Pontida. Al raduno annuale della Lega, in provincia di Bergamo, la svolta sovranista impressa alla Lega dal segretario Matteo Salvini, contagia la base.  

Dopo l’edizione dello scorso anno, con Salvini vicepremier e ministro dell’Interno, anche a Pontida 2019 i sostenitori della Lega abbandonano i toni più aspri contro il Sud e sventolano bandiere tricolori, senza rinunciare ai vessilli regionali. Ma se la secessione è ormai un tabù, tanto che la grande scritta ‘Secessione’ è sparita dalla collina alle spalle del pratone e sul palco campeggia la scritta ‘Prima gli italiani’, la base leghista non rinuncia a modulare l’unità nazionale sotto il segno dell’autonomia regionale.  

"Il Sud è il nostro Fort Knox", dice Adriano da Bergamo, parlando con l’Adnkronos e sventolando una bandiera della Trinacria e una con l’Alberto da Giussano. "Ormai l'Italia è una sola, siamo talmente mischiati che non andrei mai contro i miei amici del Sud. L'Italia è una sola, deve essere unità e basta". Ma il Sud, continua, "va reso accessibile con i trasporti e le ferrovie. E l'autonomia gioverebbe di più a loro. Gli amministratori incapaci verrebbero fuori". 

Giovanni da Milano, uno dei primissimi ad arrivare a Pontida e in prima fila sotto il palco, sventola una bandiera italiana. "Mi sembrava doveroso e opportuno portare il tricolore italiano, perché la Lega è un forza nazionale. Si è evoluta ed è una forza nazionale, quindi di tutti gli italiani". Anche Massimiliano, dalla provincia di Milano, brandisce un tricolore con un grande cuore disegnato sopra.  

"Il mio è un bandierone con il cuore. Chi ha a cuore l'Italia e il diritto a esprimersi, al voto e alla democrazia non può che essere qui a Pontida da leghista o da non leghista". Sebastiano è arrivato dalla capitale. "Sono qui per fare vedere che Roma è presente a Pontida e Pontida sarà presente a Roma. Saremo in marcia a Roma e saremo in tanti", dice in vista della manifestazione del 19 ottobre. "Siamo italiani, onore all'Italia", taglia corto Daniele, di Lodi 

Per Luigino, in arrivo da Oderzo, in provincia di Treviso, la svolta sovranista di Salvini è "giusta. L’Italia non la rinneghiamo, se è federalista. Noi siamo per l'autonomia per tutte le regioni. Con regole chiare, perché il Nord non ha vantaggi". E anche per Gino, di Treviso, "è giusto unire l'Italia, ma con un'autonomia giusta, con cui tutti si gestiscono le proprie risorse e possono sviluppare la propria zona".