Pontida, Salvini alle Ong: "Godetevi i porti aperti, poi torno"

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dall'inviato Francesco Saita  

Di mattina lancia il suo primo referendum da leader dell'opposizione: perché all'Italia serve "un sistema elettorale completamente maggioritario". Matteo Salvini, all'assemblea degli amministratori locali del Carroccio, a Milano, propone un referendum abrogativo per eliminare la quota proporzionale del sistema elettorale. Poi, nel pomeriggio arriva a Pontida, lascia da parte strategie e manovre per sconfiggere il Conte bis, e infila la t-shirt con il volto del leader uscente dei giovani leghisti, Andrea Crippa, ora suo vice federale, e torna a fare la voce dura contro le navi che recuperano migranti nel Mediterraneo. "Ora che i porti sono aperti, care Ong, godeteveli questi porti, perché noi al governo ci torniamo e torneremo a difendere i confini come si fa in un paese normale". Gli ex padani apprezzano il leader di lotta e poi lo portano quasi a parlare male dell'ex alleato Luigi Di Maio. Ma il capitano non contravviene alla regola che si è data, di non rispondere agli attacchi dei 5Stelle. Dal palco, con i giovani che gridano in coro 'Di Maio torna al San Paolo', si ferma un momento, ascolta, per poi chiedere "rispetto per il ministro degli Esteri". Ma i ragazzi insistono: "Chi non salta comunista è", Salvini li stoppa perché "Renzi, Zingaretti, Franceschini e la Boschi non possono usare la parola comunista, perché i comunisti di un volta erano persone serie, Berlinguer si rivolterebbe nella tomba, questi non sono comunisti, sono poltronari". 

Applausi e cori 'Matteo-Matteo'. Il leader torna giovane con i giovani ex padani. Sale il tasso di allegria nella sala, Matteo racconta la sua prima Pontida. "Arrivai qui in Y10, poi stufo di non dormire tornai alla macchina, ma non c'era più. Era diventata ostello di alcuni ragazzi che l'avevano presa come un punto dove stare per 'riflettere', per pensare all'Italia del futuro". "Poi - rivela - l'ho trovata all'indomani". "A Pontida - ammicca - non si dorme, perché si riflette sul senso della vita, e se qualche ex ministro o del nuovo governo venisse qui, potrebbe riflettere per vedere se la terra è piatta, o se l'uomo è arrivato sulla luna".  

Nel frattempo si segnalano gli interventi di giovani agguerriti e deputati. Tra questi le dichiarazioni dell'onorevole leghista Vito Comencini che dal palco attacca Mattarella a testa bassa: "Questo Presidente della Repubblica, lo posso dire? Mi fa schifo". "Mi fa schifo chi non tiene conto del voto del 34% degli italiani", aggiunge. "Certo - conclude - anche Pertini è andato a baciare la bara di Tito, quello che ha fatto le foibe".