Pontieri leghisti al lavoro, pressing per rientrare in corsa con M5S

Giuseppe Alberto Falci

Ci sta provando fino alla fine. Ma sempre con meno convinzione. È stanco, provato, da quanto è successo nelle ultime ore. Ma se questo è lo stato d’animo, la grinta di Matteo Salvini resta la stessa di sempre. Non si arrende all’idea che i 5 stelle finiscano nella tela del Nazareno. Così, stamane, dal suo ufficio al Viminale, nel corso di una diretta facebook, il Capitano della Lega recapita l’ennesima offerta al M5S. “Le vie del Signore e della Lega sono infinite. Mi appello agli amici del M5S. Ma davvero volete riportare Boschi, Renzi e Prodi al Governo?”, si domanda con fare sarcastico.

Non nomina Luigi Di Maio, il capo politico del Movimento che gli è stato al fianco per quattordici mesi, del quale diceva di fidarsi, come succede fra due amici o fra due fratelli. Non lo nomina, ma è pronto a tendergli la mano fino ad arrivare a  proporgli la carica di presidente del Consiglio. “Conte fuori, dentro Luigi”, è il refrain nella war room dell’inquilino del Viminale. Ed è vero che il casus belli della crisi li ha allontanati, perdendosi definitivamente di vista. Non si parlano da giorni. Non a caso, sussurrano in casa Lega, “il vero problema che allontana il compromesso è il rapporto tra Di Maio e Matteo”, spiega un soldato del Capitano che in queste ore concitate sta provando a ricucire i rapporti con gli (ex) alleati.

Ma un piccolo margine di trattativa ancora c’è. “Secondo me c’è ancora possibilità di recuperare”, assicura Gianmarco Centinaio, che da tutti viene definito uno degli anelli di collegamento con il mondo grillino. A via Bellerio c’è la consapevolezza che il Movimento in caso di alleanza organica con il Pd possa implodere, o comunque dividersi. “Ma con quale faccia si possono mettere con il partito di Bibbiano?”, lamentano. E ancora: “Al loro interno il Movimento ha una paura fottuta”. Salvini sta cercando di mettere il bastone fra le ruote tra Pd e M5S, consapevole che all’interno del mondo...

Continua a leggere su HuffPost