Pop e politica. La band sudcoreana BTS da Joe Biden per parlare di inclusione

Pop e politica. Joe Biden ha incontrato alla Casa Bianca i BTS, la band sudcoreana di fama mondiale in occasione dell’ultimo giorno del Mese del Patrimonio dell’Asia Americana e delle Isole del Pacifico.

Obiettivo della visita far leva sulla popolarità del gruppo per sensibilizzare l'opinione pubblica contro i crimini di odio rivolti alle minoranze asiatiche. Inclusione che è stata messa a dura prova negli ultimi anni, soprattutto in seguito alla presidenza Trump e alle origini geografiche della pandemia.

Ad introdurre ufficialmente i BTS alla White House l’addetta stampa Karine Jean. La band ha iniziato la conferenza in inglese, presentandosi e ringraziando il Presidente americano e tutto lo staff per l’opportunità di parlare “delle importanti questioni”.

Quindi ciascuno dei componenti ha parlato in coreano. Jimin ha riferito quanto il gruppo sia rimasto sconvolto dalla recente ondata di crimini d’odio — i BTS si erano già espressi in merito nel 2021 —, ragione per cui il gruppo vorrebbe continuare a prestare la sua voce. J. Hope, invece, ha aggiunto: “Siamo qui oggi grazie al nostro esercito — i nostri fan in tutto il mondo — che hanno nazionalità e culture diverse e usano lingue diverse. Siamo veramente e sempre grati,”

Il live stream dell'evento ha registrato numeri da capogiro, un quarto di milione di persone erano sintonizzate per vedere la band di K-Pop più popolare del momento.

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