Popolare Bari, Bellanova: Bankitalia deve rispondere

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Roma, 18 dic. (askanews) - "Banca d'Italia? Non ci sono santuari intoccabili, ognuno deve farsi carico delle proprie responsabilità". Lo dice in un'intervista a La Stampa Teresa Bellanova, ministra di Italia Viva, che ha partecipato ai vertici di governo sulla Popolare di Bari facendo capire che i renziani non faranno sconti alla banca centrale.

"Chi ha sbagliato deve rispondere degli errori. Io avevo posto una questione non accolta: si può permettere che la Popolare di Bari e la Popolare di Sondrio non si trasformino in spa come prevede una legge del 2015? Non farlo ha significato evitare il ricambio reale ai vertici di quella banca e una grandeopacitànellasuagestione", spiega.

"Se c'è un'autonomia sacra, c'è anche un'autonomia della politica che va rivendicata. Ognuno deve rispondere delle proprie responsabilità. Mettiamo il paese nella condizione di sapere se tutto è stato fatto come si doveva fare - insiste Bellanova - . E aggiungo una cosa: a Gualtieri chiedo come si fa a chiamare banca di investimento una banca retail con centinaia di sportelli? Questa misura è un salvataggio. Chiamiamolo col suo nome senza ipocrisie. Per noi la priorità devono essere i risparmiatori e i lavoratori, non chi ha sbagliato.Se la presentiamo ipocritamente come banca di investimento del sud, rischiamo di dare copertura a chi in questi anni ha determinato quella situazione di sfascio. E poi c'è un'altra considerazione. Non mi piace quando sento parlare il governatore della Puglia Emiliano di pugliesità da salvare: non è un valore in sè. Anzi, questa difesa a prescindere rischia di essere una copertura delle commistioni tra politica e affari. Questi richiami mi preoccupano".

Quanto alla candidatura di Elio Lannutti alla guida della commissione banche Bellanova dice che la sua candidatura è irricevibile: "È un antisemita e non mi pare nemmeno un esperto della materia: ha lanciato proclami ma non ha ricevuto dei giudizi di conforto alle sue teorie. Noi non lo voteremo. Ci vuole una figura più cristallina".

"Per fare una verifica di governo va garantita prima pari dignità a tutte le forze di maggioranza, anche le minori. Quindi, se questa verifica si fa sulla base di cosa dobbiamo fare, bene; se ci porta in discussioni incomprensibili allora no. Vanno individuate priorità e su quelle va costruita un'intesa - puntualizza l'esponente di Iv -. Si può essere piccoli e avere idee giuste e grandi senza avere idee. Questo è un governo nato sulla basedi un'emergenza, tra forze con posizionamenti diversi. Se si ha l'approccio muscolare di chi pesa di più,si può avere la forza dei numeri ma non si va lontano. Ripeto, non ci sottraiamo: ma prendendo ad esempio l'autonomia, si concorda prima la norma, non si porta avanti con ultimatum: le minacce con noi non valgono e alla quarta volta, come diceva Totò, si portano appresso una pernacchia. Bisogna trovare un accordo con le regioni ma anche con le forze di maggioranza".