##Popolo sì Tav delle Madamin a Torino bissa successo in piazza

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Torino, 12 gen. (askanews) -Il popolo si' Tav, torna a mobilitarsi a Torino. Le sette "Madamin" di "Si'Torino va avanti", assieme all'ex sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino e ad Ossevatorio 21 hanno bissato il successo della prima manifestazione del 10 novembre, al ritmo di "we will rock you" dei Queen e delle note dell'Inno di Mameli. In piazza Castello gli organizzatori hanno contato 30 mila persone per una manifestazione apartitica con l'obiettivo dichiarato di "richiamare il governo alle proprie responsabilita'". Tradotto: prendere una decisione in tempi rapidi sulla Torino-Lione.

In piazza nessuna bandiera di partito, ma e' proprio la politica a tenere banco. Al flash mob infatti c'e' una nutrita pattuglia della Lega, guidata dal capogruppo del Carroccio alla Camera, Riccardo Molinari, rappresentazione plastica delle crepe all'interno della maggioranza sulla Torino-Lione. "Nessuna rottura, nessuna impasse con i Cinquestelle", ha messo le mani avanti Molinari.

"Siamo qui per ribadire che vogliamo che si faccia la Tav, ma non si tratta del governo che manifesta contro se stesso. Anche perché la manifestazione di Torino non è contro il governo e nell'accordo di governo non c'e' scritto che la Torino-Lione non si fara'", ha replicato secco Molinari a chi lo interpella su una prossima rottura tra Lega e pentastellati. "Credo che in questi sei mesi, per quanto nessuno desse un euro alla durata di questo governo, si è lavorato molto bene. Come si è trovato un compromesso su altri temi, credo che alla fine lo troveremo anche sulla Tav", ha aggiunto.

Bene la presenza della Lega in piazza per il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ma ora faccia pressing sui Cinquestelle affinche' si decida. La pensa cosi' anche il governatore della Luguria, Giovanni Toti, tra i primi ad arrivare in piazza a Torino. Tav. "La Lega ha nel suo Dna un paese che cresce, che guarda alle imprese, che vuole modernizzarsi, naturale che sia in piazza. Da parte nostra nessuna velleita' di far cadere il governo", ha chiarito Toti.

Sulla folla campeggiano i cartelli dei comuni delle Regioni del Nord favorevoli all'opera. In piazza sono scesi oltre 100 sindaci alcuni anche con la fascia tricolore e provenienti anche dalla Valsusa , fortino del movimento No Tav. "Il mondo cambia ad alta velocita': sveglia! Si' Tav subito" lo slogan scandito in piazza Castello.

Le sette organizzatrici in arancione sono fiduciose che la Tav si fara'. Il referendum? Per loro non serve. "Non ce n'e' bisogno, questa piazza è già un referendum. C'è una legge e un accordo internazionale ratificato, si tratta di proseguire nel rispetto degli accordi", hanno detto.

Riserva bipartisan sul referendum anche da parte della politica. Per Toti: "È la politica che deve scegliere e prendersi le proprie responsabilita' e la scelta di fare la Tav è una scelta facile, perché è un'opera già partita e va finita, se no l'Italia continuerà a essere il paese delle grandi incompiute".

Per Maurizio Martina, anche lui tra i manifestanti "dipende da chi propone il referendum. Se lo propone il territorio dico si'. Se lo propone un vicepremier dico di no. Il Governo deve decidere e non buttare la palla in corner. Si deve fare carico di una decisione chiara e non fare il gioco dellle tre carte".

Favorevole al referendum la Lega. Per Molinari: "andrebbe fatto a livello regionale piemontese anzi esorto Chiamparino ad approvare celermente la proposta di legge della Lega che e' depositata in consiglio regionale dal 2017 e che dà alla regione gli strumenti per fare un referendum consultivo, cosa che oggi non c'e'". Chiamparino si dice pronto a convocare una consultazione popolare in quest'ultimo scampolo di legisltura: "Entro marzo c'e' tutto il tempo per convocarla. L'articolo 86 dello statuto regionale prevede che si possa indire una consultazione su argomenti di interesse generale e se no lo e' la Torino-Lione non so cosa lo possa essere".