Porchietto: intesa per apprendistato 1° livello, prima regione in Italia

Torino, 10 apr. (Labitalia) - "Questa mattina abbiamo siglato insieme con tutte le sigle sindacali e datoriali l’intesa per la sperimentazione di percorsi per il conseguimento della qualifica e del diploma in apprendistato. Rispondendo alla sollecitazione del ministro Francesco Profumo che oggi domanda più formazione, posso dire che siamo la prima Regione in Italia ad attivare questo tipo di percorso, il quale offre un fondamentale strumento di lotta alla dispersione scolastica e per dare alle imprese piemontesi un nuovo strumento per il reclutamento di forza lavoro giovanile qualificata".

Con queste parole l'assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale della Regione Piemonte, Claudia Porchietto, commenta l'accordo siglato oggi, che completa il panorama dell'offerta formativa in apprendistato che finora ha offerto ottime performance.

"Questo strumento -spiega l'esponente della giunta Cota- porterà tra le 800-1.000 nuove assunzioni di giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni nel periodo 2012-2014. Saranno attivati oltre 100 corsi, articolati in percorsi annuali, biennali o triennali in relazione al livello di ingresso del giovani apprendista. E come sempre da quando sono assessore la misura premia quei percorsi formativi che sanno coniugare scuola e impresa, in modo da offrire reali sbocchi professionali. Devo riconoscere che in questo percorso è stata fondamentale la collaborazione fattiva e i contributi provenienti dalle parti sociali e datoriali".

"Dalla sperimentazione -dice Porchietto- risultano centrali alcuni ruoli chiave chiamati a gestire in stretta collaborazione e con un robusto sistema di governance il percorso formativo dell'apprendista, tra questi: il tutor aziendale, a cui è affidata la diretta responsabilità del percorso di formazione in impresa; il coordinatore formativo dell'agenzia, a cui è richiesto di accompagnare e monitorare il percorso formativo dell’apprendista, fornendo adeguati supporti metodologici e organizzativi funzionali al conseguimento dei risultati attesi".

E ancora "le parti sociali piemontesi -aggiunge Porchietto- che al fine di dare attrattività a questa forma contrattuale possono individuare misure normative e modalità di modulazione della disciplina salariale per gli apprendisti assunti con contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, con carattere di cedevolezza rispetto alla disciplina definita dai Ccnl di riferimento o da appositi accordi interconfederali assunti a livello nazionale; gli strumenti di incentivazione per sostenere e accompagnare i giovani verso il rientro nel sistema formativo mediante misure di incentivo alla frequenza e al successo dei percorsi formativi per l’acquisizione della qualifica e del diploma professionale".

"Ulteriori elementi di innovazione e di importanza risiedono sulla necessità di prevedere elevate forme di flessibilità e di personalizzazione della formazione mediante un forte il livello di interlocuzione tra l'agenzia formativa e l'impresa. L’auspicio è che le imprese scommettano insieme a noi su questo strumento che le rende attori principali nella formazione della propria forza lavoro. Sarebbe bello -conclude- nei prossimi anni dire che tutte le imprese piemontesi hanno 'adottato' un apprendista".

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