Porsche Consulting: l'additive manufacturing avrà un impatto dirompente e farà ripensare i “piani industria 4.0”

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Un approccio strategico a questa tecnologia consentirà di creare futuri sistemi produttivi radicalmente diversi da quelli di oggi 

Milano, 30 gennaio 2020 – «L’impatto dell’Additive Manufacturing sarà dirompente per il mondo industriale». È quanto sostiene Porsche Consulting, intervenuta oggi a Milano in occasione della prima tappa di avvicinamento alla decima edizione della fiera SPS di Parma dedicata alla “Smart Production: Additive Manufacturing come tecnologia abilitante per l'Industria 4.0”.  

La customizzazione di massa sarà così presto realtà: «Immaginate di poter avere a casa i vostri auricolari preferiti, che si adattano perfettamente al vostro orecchio, o di poter sedere al posto di guida di un’automobile, disegnato sulle vostre caratteristiche fisiche. Non c’è ambito che non ne sarà impattato: avremo così, ad esempio, la possibilità di risolvere presto le lunghe attese per il trapianto di organi, perché questi saranno stampati su misura.» afferma Giovanni Notarnicola, responsabile Digital Transformation Porsche Consulting Italia. 

Anche se oggi le tecnologie di additive manufacturing sono abbastanza mature e i trend di sviluppo futuri più chiari, di fatto l’applicazione dell’additive manufacturing è limitata a settori molto specifici, per lo più in fase prototipale o in piccola serie.  

Inoltre, sia gli investimenti in macchinari sia i costi di produzione risultano ancora molto elevati (il rapporto tra costo dei materiali impiegati nell’Additive Manufacturing rispetto alla produzione tradizionale è di 5 a 1). Ma ogni processo di innovazione ha una curva di sviluppo piatta per molto tempo, per poi divenire esponenziale. Non è forse quello che è successo all’intelligenza artificiale, la cui prima definizione e sperimentazione risale addirittura agli anni 50 del secolo scorso? Ecco che per l’additive manufacturing siamo forse oggi molto vicini al punto di inflessione della sua curva di diffusione, per questo è oggi necessario pensare alla visione aziendale e alla strategia tenendo conto di quella che sarà presto una rivoluzione per i business model delle aziende. 

Continua Notarnicola: «Sarebbe sbagliato pensare all’additive manufacturing solo come ad una tecnologia sostitutiva del processo tradizionale: la vera rivoluzione sta nel fatto che il design degli oggetti per come lo conosciamo sarà stravolto. Sarà sufficiente definire le prestazioni attese dal componente e un software penserà a ricavarne il design più appropriato. Anche in questo ambito l’intelligenza artificiale diventerà un alleato fondamentale dei progettisti, ripensando le forme in modo rivoluzionario»  

In pratica, l’additive manufacturing potrebbe mettere in discussione molti piani di Industria 4.0 delle imprese. Spesso infatti questi sono basati su investimenti in tecnologie di produzione convenzionali e ad alta intensità di capitale, arricchiti dai vantaggi della connettività e dell’IoT, relegando l’additive manufacturing alla fase di prototipazione. L’additive manufacturing potrebbe invece far ripensare radicalmente sia il modo di produrre che l’intera catena del valore: sistemi produttivi flessibili e cross-settoriali che abbattono la tipica struttura divisionale delle grandi multinazionali, creazione del prodotto più vicina al cliente finale, addirittura nel punto vendita, vantaggio competitivo basato sull’innovazione della forma, sono solo alcune delle possibili implicazioni che vedranno presto attuazione.  

Porsche Consulting GmbH è un'affiliata della casa automobilistica Dr.-Ing. h.c. F. Porsche AG di Stoccarda. Fondata nel 1994 a seguito del grande successo ottenuto con la ristrutturazione della Casa Madre Porsche, agisce a livello internazionale attraverso i suoi 4 uffici tedeschi e le sue 5 sedi di Milano, San Paolo, Atlanta, Belmont (Silicon Valley) e Shanghai. Gli esperti di Porsche Consulting supportano con la loro consulenza la trasformazione strategica, l’innovazione, l’efficienza dell’organizzazione e la sostenibilità di medie e grandi imprese di diversi settori, tra i quali quelli della mobilità, dei beni e servizi industriali, dei beni di consumo e dei servizi finanziari. 

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