Portavano la droga nella casa circondariale per i loro parenti: fermato il traffico

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Spaccio di droga nel carcere di Taranto
Spaccio di droga nel carcere di Taranto

Una rete di spaccio di droga era stata creata ad hoc all’interno del carcere di Taranto. Il personale di pubblica sicurezza ha eseguito 8 custodie cautelari. Tra le persone indagate vi è anche un minorenne che dovrà rispondere dei reati commessi.

Taranto, scoperto spaccio di droga in carcere

In totale sono indagate 63 persone con le accuse di spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione di micro telefoni che venivano introdotti nella casa circondariale pugliese. Il fatto di svolgere questa attività all’interno di una carcere è ritenuto dagli inquirenti come un aggravante di cui si terrà conto. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Taranto che ha impiegato diverso tempo per raccogliere tutte le prove necessarie ai fini della conclusione delle indagini. Si interrompe un traffico illecito che fruttava comunque guadagni e serviva per rimpolpare le casse del malaffare locale.

Non si tratta dell’unico episodio visto che anche in un’altra casa circondariale la pratica dei micro cellulari era piuttosto fertile, tanto da coinvolgere persino un prete.

Le prove raccolte

Secondo quanto riportato dall’Ansa gli inquirenti hanno scoperto l’attività illecita che si poggiava sul supporto dall’esterno. I parenti, durante i colloqui settimanali, introducevano le sostanze per il successivo spaccio. Una fitta rete di scambi che è stata bloccata dall’intervento delle forze dell’ordine. Il sistema di spaccio sfruttava anche i micro telefoni che, una volta introdotti nel carcere, servivano per le varie comunicazioni con l’esterno. Con questo sistema, infatti, i detenuti sono riusciti per diverso tempo a dare vita alla proficua attività di spaccio nel carcere di Taranto.