Porto di Beirut, crollano alcuni silos rimasti in piedi dopo l'esplosione del 2020

Un boato e il crollo, ancora una volta al porto di Beirut dove alcuni silos di grano sono collassati alzando una grande nuvola di polvere.
Il blocco era rimasto in piedi dopo l’esplosione di due anni fa che aveva devastato lo scalo.

Assaad Haddad, direttore generale del silo portuale, ha dichiarato che "tutto è sotto controllo", ma che la situazione deve essere ancora monitorata attentamente.

Youssef Mallah, del dipartimento della Protezione Civile, ha però avvertito che altre parti del blocco settentrionale dei silos sono a rischio e che diverse sezioni della gigantesca rovina potrebbero crollare.

All’interno dei silos c'erano circa 3mila tonnellate di grano e altri cereali. Non era stato possibile rimuoverli proprio a causa del pericolo di crolli.

Dopo l'incendio il crollo

A luglio, un incendio è scoppiato nel blocco settentrionale dei silos a causa della fermentazione dei cereali. I vigili del fuoco e i soldati dell'esercito libanese non sono riusciti a spegnere le fiamme, che hanno bruciato le struttute per settimane, diffondendo un odore sgradevole.

Nei giorni scorsi i ministeri dell'Ambiente e della Salute hanno dato istruzioni ai residenti che vivono nei pressi del porto di rimanere in casa, in spazi ben ventilati.

La Croce Rossa libanese ha distribuito maschere K-N95 a chi vive nelle vicinanze e i funzionari hanno ordinato ai vigili del fuoco e ai lavoratori portuali di stare lontani dall'area vicina ai silos.

Lo scorso aprile, il governo libanese aveva deciso di demolire i silos, ma ha sospeso la decisione in seguito alle proteste delle famiglie delle vittime dell'esplosione e dei sopravvissuti. A motivare il rifiuto alla demolizione del blocco il fatto che i silos potrebbero contenere prove utili per l'inchiesta giudiziaria e che dovrebbero rimanere come memoria del tragico incidente.

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