Pos obbligatorio, il Governo cambia idea: il nuovo limite è a 60 euro

Pos obbligatorio, il Governo cambia idea: il nuovo limite è a 60 euro
Pos obbligatorio, il Governo cambia idea: il nuovo limite è a 60 euro

Negli scorsi mesi quello del pos obbligatorio nelle attività commerciali è stato uno degli argomenti più discussi, col precedente esecutivo che aveva spinto all'obbligatorietà per cercare di arginare sempre più l'evasione in Italia. Ma col nuovo Governo guidato da Giorgia Meloni sono arrivate ulteriori novità sui pagamenti elettronici, con la legge di Bilancio che pone nuovi limiti a favore dei commercianti.

Al primo grande appuntamento dall'insediamento dello scorso ottobre, il nuovo esecutivo ha infatti deciso di inserire in manovra un nuovo tetto per i commercianti oltre il quale saranno obbligati ad accettare i pagamenti elettronici. Se in precedenza, col governo Draghi, tutte le attività erano tenute ad accettare il pagamento sotto la minaccia di multa, con l'ingresso a Palazzo Chigi della leader di FdI si è deciso di modificare il limite, con la bozza in manovra che ha prima posto un tetto e poi, nella versione che dovrebbe arrivare in Parlamento, alzarlo nuovamente.

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Finora la legge prevedeva l’obbligo per "qualsiasi importo" con una sanzione (a partire dallo scorso giugno) di 30 euro maggiorata del 4% della somma pagata.

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L'ultima versione, quella che nelle prossime ore dovrebbe passare al vaglio della Camera, ha infatti fissato a 60 euro il tetto, con i commercianti che potranno dunque scegliere di rifiutare il pagamento elettronico sotto questa cifra e accettarlo, invece, obbligatoriamente oltre questa soglia.

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Nella nuova bozza scompare anche lo stop di 180 giorni alle sanzioni finora arrivate ai commercianti per non aver rispettato l’obbligo: in attesa di definire le nuove regole c’era l’ipotesi di sospendere i procedimenti e i termini per l’adozione delle sanzioni, sospensione invece saltata.

La decisione del Governo di alzare ancora il tetto per l'obbligatorietà dei pagamenti elettronici porta pperò con sé numerose critiche, con l'esecutivo accusato di favorire l'evasione. Le associazioni dei consumatori, infatti, parlano di "colpo di spugna che cancella 8 anni di battaglie". Unimpresa, al contrario, boccia la mancata eliminazione dell’obbligo che "rappresenta una forte penalizzazione per le imprese di minore dimensione e soprattutto per i piccoli commercianti" e "va nella direzione opposta rispetto all’utilizzo libero della moneta di carta".

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