“Possiamo riaprire i bar e i ristoranti, ma allo stesso tempo applicare con molto più rigore le regole. Così possiamo convivere con questo virus”

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Coronavirus: il possibile sintomo "chiave" negli anziani fragili
Coronavirus: il possibile sintomo "chiave" negli anziani fragili

Sicuramente, quello del 2020, non sarà un Natale come quelli passati, quando cioè potevamo andare liberamente a trovare i nostri parenti, soprattutto quelli anziani. Lo ha ribadito Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico. In un’intervista al Messaggero, l’esperto è entrato più nello specifico in merito al rapporto con gli anziani durante quei giorni: “Sarebbe utile prima di andare da un familiare più anziano durante le feste, eseguire il giorno prima un tampone rapido, ormai è abbastanza semplice farlo. Sia chiaro – continua Miozzo – anche dopo il tampone rapido negativo, servono cautela e precauzioni, perché magari il virus era in incubazione, ma comunque questo è un modo per ridurre le probabilità del contagio”.

“Non passate il Natale con anziani, prima tampone”

“C’è la possibilità che la tendenza dei contagi vada in un senso favorevole – prosegue -. Gli ultimi dati sui nuovi positivi sono buoni, anche se sempre molto alti. Ci sono meno nuovi ricoveri in terapia intensiva. È evidente che l’andamento è incoraggianti”. Ma avverte: “Detto questo, però, la cosa veramente importante è fissare delle regole, rispettarle e farle rispettare. In fondo, se il messaggio passa, gli italiani lo comprendono. Dipende da tutti noi. Ma io non vedo più nessuno senza mascherina, ad esempio”.

Ma ci si potrà spostare tra Regioni? “Bisognerà riflettere, sulla base dell’andamento dei contagi. Dobbiamo decidere con serenità e pacatezza. Però bisogna essere chiari: la prudenza sarà comunque indispensabile. Io ho tre figli, uno in Spagna, uno in Belgio, uno a Torino. Se potranno venire a trovarmi, so che li dovrò tenere a distanza, perché io sono più anziano. Sarà un Natale anomalo, in tutti i sensi. A tutti noi piacerebbe poter tornare alla vita di prima, ma ancora non è possibile e dobbiamo esserne consapevoli”.