Possibile corridoio da Severodonetsk. Zelensky: Donbass vitale per l'esito della guerra

La Russia offre un corridoio umanitario ai civili intrappolati di Severondonetsk, il punto nevralgico dei combattimenti nella parte orientale dell'Ucraina.

Come successo a Mariupol, i civili si sono rifugiati in uno stabilimento industriale, l'impianto chimico di Azot: circa 500 persone, di cui 40 bambini, ora in attesa di un passaggio sicuro per uscire. Ma si calcola che circa 12 mila abitanti della città siano in trappola.

Le truppe ucraine avevano tentato in precedenza di portare in salvo i civili, ma la distruzione di tre ponti per uscire dalla città lo aveva reso impossibile.

Appello alla resistenza

Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un appello alla resistenza:

"Abbiamo delle perdite, purtroppo, e sono dolorose - ha detto - Ma dobbiamo resistere. Questo è il nostro Stato. Resistere nel Donbass è fondamentale. Più la Russia subirà sconfitte, meno forza avrà per continuare l'aggressione. Il Donbass è la chiave per decidere chi avrà la meglio nelle prossime settimane".

Il presidente ha rinnovato ai partner occidentali la richiesta di rinforzi:

"Continuiamo a dire ai nostri partner che l'Ucraina ha bisogno di moderni sistemi di arma antimissile perchè il nostro paese non ne dispone di una quantità sufficiente ma è il nostro paese in Europa che ha bisogno adesso di queste armi. Il procrastinare non può essere giustificato. E questa settimana ci saranno molti colloqui importanti con politici non solo europei che sono in grado di fornire all'Ucraina un sistema antimissile moderno".

"Perché ci bombardano?"

Dopo mesi di bombardamenti, nella città gemella di Severondonetsk, Lysychansk, alcuni residenti che hanno deciso di rimanere lottano per sopravvivere senza acqua, elettricità e telefono, sperando disperatamente in un cessate il fuoco.

Yevgeniya e Maksym, angosciati, si chiedono perché vengono bombardati:

- Qui ci sono solo civili, non c'è nessuno!

- Non abbiamo nessuno qui, nessun soldato! Perché ci bombardano?

Anche se nel Donbass è forte la domanda di colloqui di pace, non si vedono spiragli che possano far riallacciare il dialogo.

Nessuna spinta a trattare

Gli Stati Uniti non spingeranno l'Ucraina a trattare con la Russia un cessate il fuoco, ha detto ieri un funzionario del Pentagono. "Non diremo agli ucraini come negoziare, cosa negoziare o quando negoziare. Saranno loro a fissare questi parametri", afferma Colin Kahl, sottosegretario alla Difesa, secondo quanto riporta il New York Times.

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