Possibile obbligo mascherina all'aperto in tutta Italia

Luciana Matarese
·Giornalista
·3 minuto per la lettura
Young people friends meeting in quarantine and greeting without touching their hands (Photo: filadendron via Getty Images)
Young people friends meeting in quarantine and greeting without touching their hands (Photo: filadendron via Getty Images)

I contagi crescono, l’attenzione è alta, ma non c’è allarme. Al Ministero della Salute il mantra è “pronti a reagire, ma senza improvvisazione e con misure proporzionali alla curva del contagio”. L’attenzione è puntata sul rispetto di regole e comportamenti per limitare la diffusione del virus. Sul tavolo, l’ipotesi di estendere l’obbligo della mascherina anche all’aperto - già scattato in Campania, Calabria, Sicilia e, da domani, in Lazio - su tutto il territorio nazionale (anche in Basilicata diventa obbligatorio indossare la mascherina anche all’aperto, secondo un’ordinanza firmata dal presidente della Giunta regionale, Vito Bardi). Una possibilità più che concreta, della quale stamattina ha parlato anche la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa. “Ci si sta pensando da molte parti - ha spiegato Zampa - Di fronte a una ripresa molti sindaci e presidenti di Regione stanno andando in questa direzione. Il governo valuta settimana per settimana e non è da escludere un provvedimento nazionale”. Da quello che risulta ad HuffPost, il Ministro Roberto Speranza e il Governo vogliono discuterne ancora, confrontandosi anche con i presidenti delle Regioni.

Per questo, a meno di ripensamenti improbabili, l’obbligo della mascherina all’aperto su tutto il territorio nazionale non figurerà tra le misure del nuovo Dpcm che il Consiglio dei ministri discuterà lunedì e il ministro Speranza illustrerà martedì in Parlamento, il giorno prima della scadenza di quello attualmente in vigore. Con il nuovo testo per rinnovare le misure per il contenimento del contagio, che sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale mercoledì ed entrerà in vigore giovedì 8 ottobre, il Governo procederà a prorogare ufficialmente lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021, fissando un limite all’intervento delle Regioni - Lombardia, Emilia, Veneto, Abruzzo e Basilicata - che avevano consentito eventi sportivi al chiuso con più di 200 persone. In deroga, dunque, alla regola che il Governo ribadirà nel testo, ristabilendo per tutti il divieto di assembramento e consentendo la presenza di 1000 persone al massimo nelle manifestazioni all’aperto (compresi gli eventi sportivi negli stadi) e 200 al chiuso (siano teatri, cinema o palazzetti dello sport). Per il resto, le misure resteranno le stesse fissate nel Dpcm precedente, quindi discoteche chiuse, obblighi da rispettare per chi rientra in Italia così come stabilito nelle ordinanze firmate da Speranza, distanziamento sociale, divieto di assembramento e obbligo di mascherina nei luoghi chiusi. Mascherina da indossare correttamente: punto, questo, sul quale il Ministro della Salute, anche su indicazione del Comitato tecnico scientifico, continuerà a insistere. Il pensiero dominante, come detto, è agire in maniera ancora più incisiva per far sì che le regole anti contagio siano rispettate il più possibile. Nelle scuole e all’esterno, dentro e fuori i negozi, nei locali della movida e nelle piazze, e per tutta la giornata, da mattina a sera.

Di qui la nuova stretta sui controlli che il Governo potrebbe fare scattare a breve concentrandosi, in particolare, sui luoghi della movida. Per poi intervenire, qualora i numeri del contagio continuassero a salire, anche sugli orari - fissando limiti di apertura e chiusura - dei locali in cui si ritrovano i giovani. Ipotesi estrema quest’ultima e per il momento assai lontana. “Anche perché i numeri del contagio non sono tali da richiedere una misura del genere”, ragionano dal ministero della Salute, non perdendo di vista anche le ripercussioni che nuovi provvedimenti restrittivi potrebbero avere sulla tenuta sociale ed economica del Paese, già provata dal lockdown. Insomma, pronti a reagire, ma senza improvvisazione e con misure proporzionali alla curva del contagio.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.