Poste, Anci: contratto programma segna svolta nei rapporti coi Comuni

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Roma, 5 nov. (askanews) - "Siamo soddisfatti: il nuovo contratto di programma di Poste segna un deciso cambio di rotta rispetto al precedente piano di chiusura di centinaia di uffici, che stava creando enormi problemi alle popolazioni dei piccoli Comuni. Tuttavia, gli impegni assunti da Poste, sia nel novembre 2018 che lo scorso 28 ottobre durante le due convention dedicate ai piccoli Comuni, non hanno risolto alcune criticità per le quali chiediamo soluzioni: il servizio di recapito a giorni alterni da ripensare e il rischio che la razionalizzazione degli uffici riguardi anche i Comuni con più di 5mila abitanti". È la posizione sostenuta dal sindaco di Montecatini Val di Cecina, Sandro Cerri che, da coordinatore dei Piccoli Comuni della Toscana, ha rappresentato l'Anci davanti alla Commissione Trasporti della Camera sullo Schema di contratto di programma 2020-2024 tra il ministero dello Sviluppo economico e la società Poste italiane Spa. "Abbiamo da sempre sostenuto e ribadito l'importanza del servizio postale inteso come elemento di coesione sociale, in particolare nei Comuni e nelle aree caratterizzate da una minore dimensione e densità demografica", ha spiegato Cerri. "In questi Comuni, la capillarità del servizio e della presenza stessa dell'ufficio postale può determinare l'arresto o addirittura l'inversione di tendenza del drammatico fenomeno dello spopolamento". Per questo motivo secondo l'Anci è "fondamentale essere riusciti ad instaurare un nuovo metodo di confronto con Poste, come elemento di svolta grazie a cui si sta cercando di recuperare un servizio di primario interesse pubblico, vissuto come vero presidio dello Stato in gran parte delle aree del nostro Paese".(Segue)