Povia: ''Fedez censurato? Io fuori da Sanremo da 11 anni per motivi politici''

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Fedez censurato da parte della Rai? ''Sarebbe stata censura se non fosse salito sul palco. Cosa dovrei dire io che non entro a Sanremo da 11 anni solo per questioni socio-politiche? Lì una censura intellettuale e artistica c'è, fino a prova contraria''. E' quanto dice Povia all'Adnkronos sulle polemiche che vedono come protagonista Fedez. ''Quando ci sono le dirette anche a me chiedono cosa dirò -spiega il cantante- è normale farlo perché ognuno ha un settore di responsabilità e può perdere il lavoro in Rai dove le poltrone saltano per cose più stupide di queste''. Sul discorso di Fedez al Concertone del 1 maggio Povia continua: "Il 1 maggio è da sempre un concerto politico per i lavoratori. In un momento come questo bisognava far leva sulla crisi che c'è da più di un anno. Fedez ha espresso i suoi pensieri ed è giusto ma solo per attaccare un partito e senza sapere che in Italia abbiamo già leggi solide che tutelano tutti, gay compresi''. Secondo il cantante però la Rai non dovrebbe fargli causa ( a Fedez, ndr) perché, spiega, ''siamo nell'era di tutti contro tutti. Si può perdonare un errore di ingenuità soprattutto se fatto da un ragazzo che non è informato su quello che dice''.

Poi Povia svela che sarebbe piaciuto anche a lui salire sul palco del Concertone del 1 maggio: ''Mi sono proposto -racconta- ma neanche mi hanno risposto. Questa è una forma di censura. Se su quel palco ci fossi stato mi avrebbero prima insultato poi applaudito. Chi decide di ascoltarmi poi capisce che uso la ragione oggettiva e documento tutto ciò che dico e canto. Avrei cantato 'Italia Ciao', il mio ultimo singolo e quindi attaccato Bruxelles che è il nostro vero potere. Ma avrei cantato, non parlato''. Alla domanda se vede Fedez in politica Povia risponde: ''No, non ce lo vedo, la maggioranza degli artisti, vip, personaggi dello spettacolo, della musica e della televisione strizzano l'occhio a sinistra perché la sinistra apre le porte -sottolinea il cantante- È più facile stare dalla parte facile. Io ho scelto di non stare con nessuno ma di esibirmi ovunque me ne diano la possibilità''. Infine Povia ribadisce la sua contrarietà al ddl Zan: ''Non serve, in Italia abbiamo già leggi solide che tutelano tutti. Nel 2013 a Napoli fu picchiato un ragazzo gay, sapete quanti anni di galera hanno dato agli aggressori applicando la legge più l'aggravante? 10 anni!''. Così Povia all'Adnkronos sul ddl Zan e le polemiche che si sono scatenate dopo il discorso di Fedez sul palco del Concertone del 1 Maggio. ''Abbiamo 200mila leggi in Italia, di che stiamo parlando?'', conclude.

(di Alisa Toaff)