Ppe, Crippa (Lega): non chiudiamo le porte ma prima capire cos'è

Pol/Gal

Roma, 23 nov. (askanews) - "Non chiudiamo le porte a prescindere, ma vogliamo entrare nel merito della discussione e soprattutto capire cos'è oggi il Ppe". Così il deputato e vicesegretario federale della Lega Andrea Crippa commenta in un'intervista a Formiche.net la possibilità di un'adesione della Lega al Partito popolare europeo (Ppe). "Io sono d'accordo che se sei il primo partito d'Italia devi cercare di essere più incisivo in Europa per cambiarla da dentro. Se fai la guerra a tutti non ottieni nulla", ammette.

Prima, continua, il Carroccio vuole capire se il Ppe è "un partito supino alle regole europee che hanno portato al fallimento del sistema imprenditoriale e industriale italiano o una forza politica che vuole difendere le tradizioni e la cultura dei singoli Stati membri". La Lega, dice Crippa, "non è schierata pregiudizialmente contro. Però mette in discussione alcune posizioni del Ppe, che oggi si presenta come un partito a trazione franco-tedesca e governa con socialisti, un mondo opposto al nostro. Immigrazione, radici cristiane, diritti sociali e opposizione all'omologazione globalista. Se troviamo una sintesi su queste nostre battaglie comuni possiamo parlarne".