Prandelli "Non un è bel momento"

"Ognuno ha il proprio modo di reagire di fronte alle tensioni e a certe situazioni. Certo che per il calcio non è stato un bel momento". Così il ct azzurro, Cesare Prandelli, ha commentato l'aggressione di Rossi ai danni di Ljajic

"Credo che tutti gli allenatori di qualsiasi categoria prima di iniziare una partita pensino di poter vincere". Cesare Prandelli è ambizioso e crede nella sua Italia. Il ct azzurro sa che sarà difficilissimo in Polonia e Ucraina, ma durante la presentazione del libro "Il calcio fa bene" scritto insieme al giornalista Giuseppe Calabrese e presentato oggi a Firenze, presso l'ospedale pediatrico 'Meyer', dimostra di credere nella sua squadra che nella fase a gironi dovrà vedersela con i campioni del mondo e d'Europa della Spagna, ma anche con Croazia e con l'Irlanda del Trap. "Noi abbiamo la consapevolezza di affrontare squadre sicuramente forti però abbiamo anche la convinzione di aver creato un gruppo forte - ha spiegato Prandelli -. Questo significa che nei momenti di difficoltà ci sappiamo riunire, abbiamo la necessità e la volontà di aiutarci e sono anche convinto che possiamo esprimere un buon calcio. Partiamo per gli Europei anche per poterli vincere".

Concentrato sulla Nazionale, eppure le voci sul suo futuro non mancano. C'è chi lo accosta all'Inter e chi alla Roma..."Il lavoro quotidiano mi manca - ammette -, ma dico anche che la qualità della mia vita è migliorata tantissimo. Ogni tanto con i miei collaboratori parliamo di questo, loro avrebbero voglia di lavorare ogni giorno. Io però dico loro che abbiamo la fortuna di avere tempo. E il tempo è ricchezza. Siamo concentrati e determinati ad iniziare questa avventura europea, poi i risultati condizioneranno le scelte di tutti".

Prandelli parla anche del suo 'codice etico'. Un termine - spiega - coniato dai giornalisti. Noi in Nazionale abbiamo soltanto responsabilizzato i giocatori e quindi ci siamo dati un tipo di comportamento che poi nel tempo qualifica le persone e quindi anche i giocatori". Poi Prandelli lancia una proposta che ha che fare con la cultura sportiva, un aspetto per cui l'Italia non brilla. "Molte squadre, soprattutto del nord Europa, ormai da anni fanno firmare un regolamento ai genitori quando iniziano a giocare i bambini: non possono reclamare, non possono protestare nei confronti dell'arbitro nè dell'allenatore quando fa un cambio e riescono a far rispettare queste regole. I bambini se vengono responsabilizzati si sanno comportare meglio dei genitori, perchè non hanno le stesse grandi aspettative, il bambino vuole solo divertirsi e giocare".

A proposito di comportamenti e di proteste per una sostituzione, un bambino ha chiesto un commento sul comportamento di ieri di Delio Rossi e su come avrebbe reagito il ct nei confronti delle provocazioni di Ljajic. "È difficile rispondere perchè ognuno ha il proprio modo di reagire alle tensioni. Certo è che per il calcio non è stato un bel momento". La Fiorentina è ormai quasi salva, ma l'episodio di ieri è la fotografia di una stagione da dimenticare per i viola. "Quando si parla di Fiorentina divento serio perchè è una cosa che ho amato e che amo e mi è difficile parlarne - spiega Prandelli -. Quando c'è la volontà da parte di tutti di rimboccarsi le maniche ed avere un obiettivo sportivo comune, con l'amore e con la grande passione che Firenze ha per la propria squadra, in poco tempo si può risalire".

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