Prandini (Coldiretti): bene avvio riflessione su genetica green

Red
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Roma, 29 apr. (askanews) - "Dopo il fallimento degli Ogm in agricoltura è importante avviare una riflessione sulla genetica green capace di sostenere la produzione nazionale, difendere il patrimonio di biodiversità presente in Italia dai cambiamenti climatici e far tornare la ricerca italiana protagonista dopo l'emergenza Covid". E' quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in riferimento all'avvio da parte della Commissione europea di un processo di consultazione che sfocera' in un nuovo quadro giuridico per le biotecnologie agrarie.

La Coldiretti, ricorda Prandini, ha siglato una convenzione con il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura) che ha sottoscritto importanti proposte di ricerca che puntano a tutelare la biodiversità dell'agricoltura italiana e, al contempo, migliorare l'efficienza del nostro modello produttivo attraverso, ad esempio, varietà con meno bisogno di agrofarmaci e risvolti positivi in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale per far diventare l'Italia capofila in Europa nelle strategie del New Green Deal, in un impegno di ricerca partecipata anche da ambientalisti e consumatori.

La ricerca agraria - continua la Coldiretti - ha oggi a disposizione nuove tecnologie di miglioramento genetico che permettono di riprodurre in maniera precisa e mirata i risultati dei meccanismi alla base dell'evoluzione biologica naturale, raggruppate sotto la denominazione Tea (Tecnologie di Evoluzione Assistita). Tecniche che non implicano l'inserimento di Dna estraneo alla pianta. Per poter cogliere compiutamente queste nuove opportunità valorizzando i primati green dell'agricoltura italiana in termini di tipicità, sostenibilità e biodiversità è necessario arrivare a una regolamentazione dei prodotti agricoli ottenuti da tali metodologie che oggi non trovano una adeguata collocazione a livello normativo comunitario.

"Una grande sfida per far tornare gli agricoltori protagonisti della ricerca senza che i risultati finiscano nelle mani di poche multinazionali proprietarie dei brevetti", ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare la necessità di "difendere e valorizzare il patrimonio di biodiversità agraria nazionale e la distintività delle nostre campagne, garantendo nuove possibilità di crescita e sviluppo all'agroalimentare nazionale".