Pre-COP26, al “Milano Climate Camp” l’incontro delle voci critiche

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Image from askanews web site
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Milano, 29 set. (askanews) - In contemporanea con la "Pre-COP26", dal 30 settembre al 3 ottobre si terrà al "Centro sportivo XXV Aprile" di via Giovanni Cimabue il "Milano Climate Camp", il contro-evento organizzato da Survival International insieme con oltre 70 realtà riunite nella "Climate Justice Platform". "Un campeggio antifascista, antirazzista e antisessista" dove verranno organizzati quattro giorni di assemblee, incontri, dibattiti e lezioni.

"Leader mondiali, grandi Ong e persino multinazionali che si riuniranno per la Pre-COP26 nel comfort del loro elitario evento (sponsorizzato da alcuni tra i più grandi inquinatori del mondo), discuteranno di soluzioni che distolgono l'attenzione dalle vere cause e dai veri responsabili dei cambiamenti climatici: le emissioni di gas 'climalteranti' dovute all'uso dei combustibili fossili e il sovra-consumo crescente, trainati dal Nord globale" spiega in un comunicato Survival International, annunciando che nel corso della contro-iniziativa milanese "diffonderà la voce dei popoli indigeni, per denunciare i crimini compiuti dall'industria della conservazione contro di loro e proporre una visione alternativa della protezione della natura".

"Il dissenso contro le false soluzioni proposte da governi, leader aziendali e grandi Ong sta crescendo in tutto il mondo, in particolare contro la proposta di convertire il 30% del pianeta in 'aree protette' entro il 2030 (30x30)" prosegue il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, ricordando che "fortemente controverse sono anche le cosiddette Soluzioni basate sulla natura (Nbs): un'idea venduta come un'opportunità per contrastare la crisi climatica ma che, in realtà, è solo un modo per evitare di affrontarla traendo addirittura enormi profitti dalla mercificazione della natura".

"Vogliamo soluzioni vere, che siano antirazziste, anticoloniali e rispettose della diversità perché tra biodiversità e diversità umana c'è una stretta correlazione" continua Survival International, concludendo "è tempo che governi e grandi Ong abbandonino il loro modello di conservazione inefficace, e che mettano i diritti umani, i popoli indigeni e i loro diritti territoriali al centro della lotta ai cambiamenti climatici: di gran lunga il modo più giusto ed efficace di proteggere la biodiversità".

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