Precipita funivia Stresa-Mottarone: 14 morti

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Tragedia sul Mottarone, nella zona intorno a Stresa, nel Verbano, dove domenica, poco dopo mezzogiorno, si è staccata la cabina di una funivia. Quattordici le vittime confermate, tra cui anche due bambini. Il Soccorso Alpino Piemontese è immediatamente intervenuto e sul posto sono arrivate anche due eliambulanze del 118, oltre alle squadre a terra. 

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L'unico sopravvissuto

E' in prognosi riservata all’ospedale Regina Margherita di Torino il piccolo Eitan, 5 anni, unico sopravvissuto della tragedia. "Il bambino è sedato e intubato, ieri ha fatto un intervento e adesso rimane addormentato". Sono le parole di Giorgio Ivani, direttore Rianimazione del nosocomio torinese.

Nel pomeriggio di lunedì il direttore generale della Città della Salute Giovanni La Valle ha dato aggiornamenti sullo stato di salute del piccolo: "La risonanza magnetica non ha evidenziato danni neurologici sia a livello celebrale sia a livello del tronco encefalico: questo ci autorizza nella giornata di domani a cominciare un cauto risveglio del bambino. C'è un cauto ottimismo. Aspettiamo ancora la giornata di domani per vedere".

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"Teniamo conto di due fattori: una forte debolezza fisica perché gli interventi fatti per la stabilizzazione delle frattura hanno inciso in maniera notevole. E c'è anche un problema psicologico perché riportiamo il bimbo nel mondo reale e quindi bisogna fare attenzione".

VIDEO - Funivia Mottarone, il video dall'elicottero

Tragedia in funivia, cos'è successo

La fune dell’impianto ha ceduto quasi in vetta (a 100 metri prima dell’ultimo pilone) in uno dei punti più alti, dove la funivia corre più staccata da terra. La cabina è precipitata per "15-20 metri, poi ha rotolato per qualche decina di metri e si è fermata contro due tronchi di alberi", ha spiegato Giorgio Santacroce, tenente colonnello del Nucleo operativo dei carabinieri di Verbania.

"Sono volontario da 25 anni, e ne ho viste tante, ma mai così. Sembrava una scena di guerra. Sono stato anche a Rigopiano, ma una situazione così non l'avevo mai vista". A dirlo è il responsabile provinciale del Soccorso alpino di Verbania, Matteo Gasparini, che ha descritto la scena che si è trovato di fronte al Mottarone.

Come da prassi è stata aperta un'inchiesta per capire cosa sia successo. Oltre alla rottura del cavo, la Procura di Verbania dovrà stabilire perché non abbia funzionato il freno di emergenza della cabina.

La mancata attivazione del freno, spiega Gasparini, "ha fatto sì che la cabina, dopo la rottura del cavo, abbia preso velocità, iniziando a scendere, finendo così catapultata fuori dai cavi di sostegno".

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La dinamica dell'incidente

Sulla dinamica dell'incidente "logica vorrebbe che si è spezzato il cavo e l'impianto frenante non ha funzionato, ma può anche essere il contrario. Lo dovranno stabilire i consulenti" ha detto il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, titolare dell'indagine sulla tragedia. "Ho già parlato col Politecnico di Torino, anche se non ho ancora dato l'incarico - precisa - serviranno ingegneri meccanici e stiamo valutando se servano anche esperti in metallurgia".

A bordo della cabina c'erano 15 passeggeri (la capienza è di 35). L'incidente è avvenuto nella parte più alta del tragitto che, partendo dal lago Maggiore, arriva a quota 1.491 metri. Le corse durano una ventina di minuti. La cabina è crollata in un tratto boscoso e impervio, dove le operazioni di soccorso non sono facili. Un mezzo dei vigili del fuoco, che stava salendo sul luogo della tragedia, si è ribaltato: fortunatamente non ci sono stati feriti. 

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Walter Milan, del Soccorso Alpino, ha detto a Rainews24: "La cabina della funivia è caduta da un punto relativamente alto e si è adagiata sul terreno ai piedi di un grande bosco. Ora appare sostanzialmente distrutta a terra, quasi completamente accartocciata".

Il cordoglio delle istituzioni

"Ho appreso con profondo dolore la notizia del tragico incidente della funivia Stresa - Mottarone. Esprimo il cordoglio di tutto il Governo alle famiglie delle vittime, con un pensiero particolare rivolto ai bimbi rimasti gravemente feriti e ai loro familiari", ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi.

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"Doveva essere la domenica della ripartenza, eravamo pieni di speranze. Guardavamo alla zona bianca, all'estate e al sorriso. Adesso quel sorriso non c'è più. Siamo distrutti". E' quanto ha affermato, in lacrime, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, lasciando il Mottarone. "Sono un papà. E quando vedi che mettono in una bara il corpo di una mamma con il suo bambino...".

"Il dramma di ieri ha veramente sconvolto e colpito duramente la Lombardia visto che moltissimi erano nostri concittadini". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo alla trasmissione "Mattino 5" su Canale 5. "L'aspetto terribile e' che nel giorno in cui riapriva la possibilità di spostarsi e riaprivano per noi lombardi gli impianti a filo, in un giorno di ripresa generale e' successa questa tragedia inaccettabile" ha aggiunto.

L'impianto è stato aperto il 24 aprile dopo il periodo di chiusura dovuta alle restrizioni Covid. La funivia era stata completamente revisionata e sottoposta a manutenzione straordinaria tra il 2014 e il 2016. L'ultimo controllo magnetoscopico della fune, invece, è stato effettuato a novembre del 2020.

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Il ministro Giovannini: “Apriremo un'inchiesta”

"Il Ministero ha già avviato le procedure per istituire una commissione su quanto accaduto e ha già avviato le verifiche sui controlli che sono stati svolti nel passato sull'impianto - ha detto il ministro delle infrastrutture e mobilità sostenibili Enrico Giovannini al Tg1 - Si tratta di un evento drammatico che stiamo seguendo con la massima attenzione. Il nostro pensiero va a chi ha perso la vita nell'incidente, ai bambini trasportati all'ospedale di Torino e alle loro famiglie".

Indaga la Procura di Verbania: ipotesi di "attentato colposo alla sicurezza dei trasporti"

"Il governo e tutte le istituzioni sono impegnate nel capire le cause, nel comprendere che cosa è accaduto, ma anche impegnate nell'assicurare vicinanza alle famiglie di chi ha perso la vita e in particolare di questo bambino ricoverato all`ospedale di Torino che è stato operato ed è in prognosi riservata ed è stato già raggiunto da uno dei familiari".

Franco Gazzola, vice capo del Soccorso Alpino della Provincia di Verbania: "C'era un cavo per terra e se la cabina è caduta qualcosa è successo, io ho visto la cabina ed era tutta accartocciata con dentro 5 persone abbiamo tentato di fare di tutto tutto ma non è stato possibile".

Il sistema di freni di sicurezza non ha funzionato perché la cabina si sarebbe altrimenti bloccata ha spiegato la procuratrice della Repubblica di Verbania Olimpia Bossi. La cabina, ha detto, verosimilmente "è slittata a valle senza che il sistema di emergenza sia entrato in funzione". Su questo verteranno le indagini per capire se può essere stato un malfunzionamento o altro. Per la tragedia probabilmente verrà aperta una procedura non solo per "omicidio colposo plurimo" e per "lesioni colpose" ma anche anche per "disastro colposo". "Un reato piuttosto raro - ha chiarito la procuratrice - attentato colposo alla sicurezza dei trasporti, con conseguenza di disastro colposo".

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