Pregliasco è fiducioso sulla pillola anti covid e conta che sia commercializzata tra 2 o 3 mesi

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farmaco covid pregliasco
farmaco covid pregliasco

Fabrizio Pregliasco è tornato a parlare della pandemia e dei suoi possibili sviluppi. In particolare, si è soffermato sul recente aumento dei contagi e su di un farmaco che spera possa essere commercializzato a breve per favorire la lotta al virus.

Pillola anti-covid: il recente aumento di contagi

Nella giornata di ieri in Italia si è registrato un leggero aumento dei casi, con il tasso di positività che ha raggiunto l’1,1%, figlio dei 222.385 tamponi, tra molecolari e antigenici, processati nelle scorse 24 ore. Nel dettaglio, sono stati 2.535 i nuovi contagi secondo i dati Covid presenti nel bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute, conditi da altri 30 decessi. Infine, sono 338 i pazienti in terapia intensiva e 2.579 quelli ricoverati nei reparti.

Pillola anti-covid: cos’è e come agisce

Alla luce di questi dati, la partita contro il Coronavirus è ancora a parte, ma arrivano notizie confortanti: a parlarne è stato il virologo Fabrizio Pregliasco, il quale ha giustificato il suo ottimismo in ottica della pandemia con lo sviluppo di un nuovo farmaco contro il covid:

«Parliamo di un farmaco nato come trattamento dell’influenza, un analogo nucleosidico: sarebbe certamente un miglioramento rispetto alla fase attuale in cui antinfiammatori e ossigeno hanno dimostrato di non migliorare abbastanza la prognosi. Andrà assunto nella iniziale fase sintomatica. In sostanza è come se si inserisse un mattoncino all’interno dell’acido nucleico per creare errori di copiatura durante la replicazione dell’Rna virale e fermare la viremia. È come inserire una nota stonata nella sequenza, una nota stonata che fa fermare la musica».

Pillola anti-covid: quando sarà messa in commercio

A questo buon auspicio, Pregliasco accompagna il classico monito: non si tratta di “un’arma definitva” per debellare il virus, quanto più di uno strumento da accopagnare al vaccino in caso di bisogno; quest’ultimo, infatti, resta la soluzione più sicura per proteggersi e proteggere gli altri dal covid. Infine, ha parlato anche dei tempi di commercializzazione della pillola:

«Va vista come un’arma in più, in aggiunta alla vaccinazione e agli immunostimolanti che danno una risposta immunitaria nelle prime fasi.[…] I tempi sono simili a quelli già visti col vaccino: si usa lo stesso review, nel giro di due o tre mesi si potrebbe arrivare ad una autorizzazione condizionata. I dati sono promettenti».

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