Pregliasco: "Covid ha anticipato l'arrivo della bronchiolite. La fame d'aria spaventa, ma sappiamo curarla"

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(Photo: Brooke Pennington via Getty Images)
(Photo: Brooke Pennington via Getty Images)

I ricoveri nei reparti pediatrici e nelle terapie intensive aumentano: sempre più neonati e bambini piccolissimi sono colpiti da bronchioliti e polmoniti causate dal virus respiratorio sinciziale. “In Lombardia c’è una saturazione dei posti letto di pediatria con una grande presenza di questo virus, per ora non c’è un’emergenza, ma tiene molto impegnati”, dice ad Huffpost il professor Fabrizio Pregliasco, direttore Sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano. Il virus ogni anno causa epidemie stagionali, ma quest’anno è arrivato in anticipo e in forma più violenta. Probabilmente responsabile di questo quadro attuale è anche il Covid.

“La bronchiolite è una delle forme cliniche presenti nel bambino piccolo dovute appunto al virus respiratorio sincinziale”, spiega Pregliasco, ”È un classico di ogni stagione ed è uno tra i tanti virus a somigliare all’influenza”. Normalmente si fa vedere nel periodo più avanzato dell’inverno, ha un andamento quasi legato alle feste. Quest’anno invece è cominciato in anticipo: “Può essere collegato al fatto che l’anno scorso una gran quota di bimbi lo ha schivato, perché sono circolati pochissimi virus, grazie all’efficacia degli interventi di contenimento del Covid. Quest’anno c’è una platea più ampia”.

Questo virus nell’adulto e nell’anziano porta a delle forme che si assomigliano, mentre nel bambino l’azione a livello dei piccoli bronchi, con un’infiammazione importante, determina una forma di affanno che agita tantissimo i genitori: “Vedono la fame d’aria, la difficoltà di scambio d’ossigeno”. I sintomi della malattia sono la febbre e appunto questa difficoltà respiratoria, l’elemento che più inqueta i genitori. “Per i bambini prematuri, per i quali la malattia comporta un rischio, esiste anche una possibilità di profilassi con degli anticorpi monoclonali” spiega Pregliasco, “Inoltre io stesso faccio parte di un gruppo di lavoro che sta cercando di mettere a punto un vaccino per gli adulti”.

La cura altrimenti è simile a quella per il Covid. Spesso si necessità il ricovero ospedaliero: qui si interviene con ossigeno, cortisone, facilitatori della ventilazione e monitoraggio. Pregliasco cerca di tranquillizzare i genitori preoccupati: “Si può affrontare e sappiamo affrontarlo. Non c’è una grande mortalità, per fortuna. O c’è in bimbi con altri fattori di rischio. Generalmente nell’arco di una settimana si guarisce”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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