Pregliasco: "Covid darà colpo di coda, i contagi aumenteranno. Dobbiamo vaccinare tutti"

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Il virologo dell'Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco all'hub vaccinale di Novegro dove ha somministrato dosi di vaccino anti covid a cittadini lombardi, 6 maggio 2021.ANSA/DANIEL DAL ZENNARO (Photo: Daniel Dal ZennaroANSA)
Il virologo dell'Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco all'hub vaccinale di Novegro dove ha somministrato dosi di vaccino anti covid a cittadini lombardi, 6 maggio 2021.ANSA/DANIEL DAL ZENNARO (Photo: Daniel Dal ZennaroANSA)

“Il colpo di coda arriverà. Se siamo fortunati, sperabilmente, i casi gravi non cresceranno proporzionalmente al contagio”. Fabrizio Pregliasco si dice convinto, in un’intervista al Corriere della Sera, della prossima impennata di casi di Covid per la variante Delta e Delta Plus anche nel nostro Paese. Il virologo all’Università Statale di Milano e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano sottolinea che “le varianti individuate sono ormai 700, alcune hanno minime differenze, ma quelle preoccupanti sono 4. Altre sono sotto osservazione. E la variante indiana, la Delta, che mescolata a quella sudafricana è diventata anche Delta plus, è più contagiosa e un po’ più cattivella”.

“In Inghilterra - spiega - che è stata la prima ad aprire tutto e lasciare il virus a briglia sciolta, la variante sta causando 15 mila casi al giorno. Ma i morti sono tra i 10 e i 20. Non la media di 300 al giorno come in passato. I sintomi sono più o meno gli stessi, ma non c’è più la perdita dell’olfatto e sono più frequenti i casi gravi. Si infetta anche qualche vaccinato. Ma chi ha fatto già le due dosi rarissimamente ha degli effetti gravi. Per questo l’invito, ancora più intenso, è a vaccinarsi”.

Quanto all’uso delle mascherine, se è il caso di toglierle o meno, Pregliasco fa l’esempio di Israele, “dove la variante Delta sta aumentando i contagi e che già paventa di rimetterle. Un manuale non c’è. Però è difficile gestire le mascherine all’aperto. Almeno manteniamole al chiuso. Più mobilità c’è, più contatti ci sono, più c’è contagio. In discoteca si balla, si parla ad alta voce, perché c’è la musica alta. Le condizioni per nuovi focolai ci sono. Ne abbiamo già ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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