Pregliasco: "Dovremmo raggiungere i 6 milioni di casi di influenza. Normale che i bimbi siano più colpiti"

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iss (Photo: Getty/Iss)
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“Quest’anno il virus si è fatto risentire, lo scorso anno grazie a tutte le protezioni utilizzate per il Covid, quasi non lo abbiamo visti. Ora invece sta procedendo in una stagione florida, come era stato in tempi prepandemici, ma con un andamento anche più avanzato”. Abbiamo superato già il milione di casi di influenza in questa stagione 2021: è quanto emerge dal rapporto settimanale della rete di Sorveglianza InfluNet dell’Istituto Superiore di Sanità. “La prima ipotesi, se si dovessero seguire gli iter degli anni prepandemici, è che raggiungeremo i 4/6 milioni di casi”, dice ad Huffpost Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano.

L’incidenza delle sindromi simil-influenzali ha raggiunto questa settimana i 4,8 casi per mille, con 283 mila nuovi casi registrati negli ultimi 7 giorni. Si conferma la maggiore diffusione dell’infezione tra i bambini al di sotto dei 5 anni, che hanno tassi di incidenza 4 volte più alti della media nazionale pari a 21,25 casi per mille. ”È normale che i bambini siano più colpiti, fa parte della storia”, spiega Pregliasco, “Gli adulti hanno il ricordo delle varianti precedenti, i bambini sono vergini e quindi hanno una maggiore suscettibilità e stanno facendo partire l’infezione che si mescola alla grande con il Covid”.

La commistione col SARS-CoV-2 - la cui diffusione intanto continua a crescere - aumenta le difficoltà. Una revisione della letteratura pubblicata a maggio 2021 su PLOS e citata dal Sole 24Ore, basata sui dati di 118 articoli scientifici, ha stimato che ben il 19% dei pazienti con COVID-19 ha avuto in corso co-infezioni, e il 24% ha superinfezioni. La presenza di una coinfezione o di una superinfezione era associata a prognosi peggiori, incluso un aumento della mortalità: ”È difficile differenziare le forme cliniche del Covid e dell’influenza, questo crea ulteriore problematiche nell’affrontare la prossima stagione. Dai sintomi è quasi impossibile distinguerli”.

Come già visto nelle settimane precedenti, si conferma il maggiore impatto dell’influenza rispetto alle stagioni precedenti, con tassi di incidenza doppi rispetto alla stagione 2019-2020 (l’ultima in cui è stata osservata un’epidemia stagionale di sindromi simil-influenzali), quando, nella stessa settimana dell’anno, l’incidenza era pari a 2,15. Le Regioni con incidenze più alte al momento sono Lombardia, Marche, Emilia Romagna, ma sei Regioni (Val d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Campania, Basilicata, Calabria, Sardegna) non hanno ancora attivato la sorveglianza InfluNet.

L’influenza non è un malattia banale, ci dice Pregliasco, non provoca un alto tasso di mortalità, ma sappiamo che causa una media di 10mila decessi come effetto secondario: “La malattia non va sottovalutata, per le forme sia della vera influenza, sia per le varianti, gli oltre 260 virus. In particolare quest’anno sta lavorando alla grande il virus sincinziale. Questo anche perché nel 2020 non si è fatto molto vedere e chi non ha preso l’infezione sta rimediando adesso. Il vaccino per la terza dose dell’anti Covid e dell’antinfluenzale si può fare nella stessa seduta, braccio destro e sinistro, non ci sono controindicazioni. Può essere un modo per togliersi il pensiero in un unico incontro”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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