Pregliasco: "Prepararsi a future emergenze è un giusto richiamo"

Pregliasco nuove epidemie
Pregliasco nuove epidemie

Se in futuro dovessero verificarsi nuove epidemie, il mondo dovrebbe arrivare preparato. Non è stato così nel 2020, quando – complice la scarsa informazione proveniente dalla Cina – il coronavirus ha raggiunto l’Italia e il resto del mondo. A lanciare un nuovo allarme, sottolineando il rischio di altre epidemie, è il virologo Fabrizio Pregliasco.

Pregliasco, il rischio di nuove epidemie

Intervistato dall’Adnkronos, il professore dell’Università degli Studi di Milano ha commentato le parole di Bill Gates, il quale non esclude il rischio di una nuova variante (che a sua detta sarebbe persino più contagiosa delle precedenti). La storia dell’uomo è costellata di disastri e situazioni critiche, causati da infezioni batteriche o virali. Tante epidemie l’hanno scandita e determinata da sempre e continueranno a farlo, perché non dimentichiamo che virus e batteri hanno un ruolo ecologico, evoluzionistico e di selezione naturale. In questo senso, credo che prepararsi a nuove, future emergenze sia un giusto richiamo, ha dichiarato Pregliasco.

Per il virologo milanese è importante che i leader politici definiscano risposte efficaci in caso di nuovi pericoli e mettano in atto “tutte quelle attività di coordinamento e condivisione di informazioni che sono e continuano a essere cruciali contro il virus. È importante fare tesoro delle esperienze acquisite e capire come l’interconnessione e lo scambio di dati sia fondamentale per prepararci a sorprese future.

Il rischio di una nuova ondata

Come i colleghi Galli e Bassetti, anche Pregliasco ha tracciato una previsione sulla situazione epidemiologica che potrebbe verificarsi il prossimo autunno, quando il ritorno della stagione più fredda si teme possa portare a un nuovo rialzo dei casi di Covid (come accaduto sia nel 2020 sia nel 2021). Commentando il rischio di una nuova ondata, il virologo ha dichiarato: “Andamenti oscillanti sono prevedibili con un virus contagiosissimo come questa variante Omicron che ha un indice di trasmissibilità R0 di 15, contro il 7 di Delta e il 2,5 del Sars-CoV-2 originale. Così è difficile controllare questa malattia. In Italia, come in altri Paesi, i casi reali potrebbero essere il doppio se non quasi il triplo di quelli noti“.

Quindi ha aggiunto: “C’è poi da ricordare che questa infezione non conferisce una protezione per la vita. Ogni contatto interumano continua ad avere un certo rischio più o meno alto. Ma o stiamo con la mascherina Ffp2, a distanza e disinfettati per sempre, o impariamo a conviverci come facevamo con altre infezioni, sperando anche nel contributo dei farmaci per riuscire a ridurre gli effetti più pesanti della patologia”.

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