Pregliasco: "Vaccino è incognita, ci vorrà un anno"

webinfo@adnkronos.com

“Questo virus ci ha un po’ fregato, molte cose sono ancora da capire. Io sono un ottimista ma prudente. L’onda si sta abbassando, nonostante le aperture sempre più ampie il dato è sotto controllo. Non abbiamo la certezza che il virus si sia rabbonito. Non si sa se il virus dia protezione per la vita ai soggetti che si sono infettati e poi sono guariti. La vaccinazione è un’incognita”. Sono le parole di Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene e Prevenzione all'università Statale di Milano, a Domenica In. 

“Parlerei di ‘vigile serenità’, non possiamo ritenerci ancora liberi. Abbiamo visto alcuni focolai, non è detto che ci sia una seconda ondata ma dobbiamo essere preparati allo scenario peggiore e dobbiamo sapere che ci ritroveremo focolai. Sarà importante individuare casi sospetti e contatti stretti per spegnere questi fuocherelli che ci terranno compagnia per lungo tempo. Non abbiamo la certezza che il virus si sia rabbonito. Oggi, rispetto al passato, individuiamo casi che non riuscivamo ad individuare nella prima ondata. Si tamponavano soggetti con febbre e sintomatologia”, aggiunge.  

“Non è certo” che potremo “disporre di un vaccino in termini di sicurezza, efficacia e utilità nel tempo. Non si sa se il virus dia protezione per la vita ai soggetti che si sono infettati e poi sono guariti. La vaccinazione è un’incognita. Ammesso che sia disponibile, ci vorrà un anno, un anno e mezzo per campagne vaccinali ampie. Rimane il discorso iniziale: attenzione senza eccedere”, afferma ancora.