Premi: consegnati i 'Cuomo International 2019', a Maraini e Marra quelli alla Carriera

webinfo@adnkronos.com

di Pippo Orlando 

"Uno strumento per farci capire dove stiamo andando", ma anche "un''Agorà' per gli intellettuali, per farli incontrare fisicamente e scambiarsi le proprie idee in un mondo dominato da internet e dai social media". E' questo il senso del 'Franco Cuomo International Award' a detta della sua presidente, la giornalista Velia Iacovino, moglie dello scrittore scomparso nel 2007. Premio giunto ormai alla VI edizione che oggi, con una cerimonia nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani presentata dal giornalista Giampiero Marrazzo, è stato assegnato a diverse personalità della cultura, dell'arte e del giornalismo, con due riconoscimenti alla Carriera andati alla scrittrice Dacia Maraini, per la Letteratura, e all'editore del Gruppo Gmc Adnkronos, Giuseppe Marra, per il Giornalismo. 

Tra i premiati, l'imprenditore Brunello Cucinelli (per il Teatro), la scrittrice Chiara Gamberale (Letteratura), il vicedirettore vicario del 'Corriere della Sera', Barbara Stefanelli, gli storici Andrea Graziosi e Giovanni Mario Ceci, l'attore e regista Corrado D'Elia, l'attore Felice Panico, il direttore d'orchestra Gianna Fratta, due esponenti dell'arte contemporanea Michelangelo Galliani e Tito Rossini, un premio speciale al poeta Luca Maria Panella. Premiati anche Giuseppe Ricci (Chief Refining & Marketing Officer Eni per le attività in ambito di sostenibilità ambientale), il missionario e medico Fra Fiorenzo Priuli, la Fondazione Carano 4 Children e Claudio Manzo per la sua iniziativa a sostegno delle famiglie dei piccoli ricoverati all'Ospedale Bambino Gesù di Roma. 

"Una volta gli intellettuali facevano gruppo, si ritrovavano insieme e discutevano tra loro. Oggi questo accade meno", dice la Iacovino, sottolineando così il senso del Premio intitolato al marito. Un riconoscimento che non "ha intenti commemorativi di Franco Cuomo, ma celebra donne e uomini che si sono distinti nei settori che mio padre aveva a cuore", aggiunge Alberto Cuomo, figlio dello scrittore e insieme alla madre presidente del Premio, che si tiene su iniziativa dell'Associazione 'Il Meglio della Puglia' con il patrocinio del Senato, del Mibact, dell'European Center for Peace and Development e del Comune di San Severo. 

"Mio padre mi ha insegnato l'amore per la conoscenza facendomene apprezzare la bellezza, insegnandomi anche a confrontarmi con gli altri, ad ascoltarli", dice ancora Alberto Cuomo. Una chiave di lettura della cultura ribadita dalla senatrice del Pd, Assuntela Messina: "Il sapere aiuta a superare l'odio, il risentimento e crea vicinanza, umanità. Io faccio parte della commissione Diritti umani del Senato - sottolinea la Messina - e la cultura rientra pienamente nei diritti umani come necessità di espressione del libero pensiero". 

 

Inevitabile il ricordo di Franco Cuomo da parte dei premiati che lo hanno conosciuto. "Era il 1970 quando lo conobbi, all'epoca era un giornalista del 'Mattino'. A poco a poco la nostra conoscenza divenne amicizia e grazie a questa Franco ha conosciuto Velia che per tanti anni è stata figura portante dell'Adnkronos. Sono molto grato alla famiglia Cuomo e soprattutto ad Alberto che stimo moltissimo", dice Marra ricevendo il premio dalle mani della Iacovino visibilmente commossa. Il premio alla carriera è stato consegnato "al cavaliere del Lavoro Giuseppe Marra - annuncia la stessa Iacovino - per aver dato vita al gruppo editoriale Gmc Adnkronos, polo multimediale tra i più importanti e all'avanguardia non solo in Italia ma anche a livello internazionale, il cui motore pulsante è l'agenzia di stampa". 

 

Dacia Maraini ricorda Cuomo come "un uomo con un immenso senso dell'umorismo, dallo sguardo apparentemente pessimistico ma in realtà con una grande voglia di conoscere e la capacità di guardare, attraverso i suoi romanzi storici, dentro la storia per vedere cosa c'è di noi in quegli eventi e per incoraggiare la memoria, per mantenerla viva". La scrittrice è stata premiata non solo per il suo impegno di scrittrice, ma anche per la sua attività in favore dei diritti delle donne, anche attraverso le storie dei suoi personaggi femminili "capaci di scuotere le coscienze". 

E sui diritti delle donne interviene Gianna Fratta, direttore d'orchestra che ha guidato importanti compagini come i Berliner Symphoniker, l'Orchestra dell'Opera di Roma e quella del Petruzzelli di Bari o della Royal Academy di Londra: "Dedico questo premio a tutte le giovani donne che vogliono sfidare le consuetudini", dice ritirando il riconoscimento. E ricorda che "la presenza delle donne sui podi nel mondo è pari solo al 2% e non c'è mai stata in Italia una donna direttrice stabile in una fondazione lirica o sinfonica, dalla Scala al San Carlo. Una situazione preoccupante oggi, nel 2019, per il nostro Paese, perché significa che si deve ancora abbattere un grande tabù culturale".