Premier Cina: no a discriminazioni contro chi ha avuto Covid

Image from askanews web site
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Roma, 14 lug. (askanews) - Il primo ministro cinese Li Keqiang ha lanciato un avvertimento: i datori di lavoro che discriminano i candidati a un'occupazione sulla base del fatto che hannno avuto il Covid verranno puniti. Lo segnala oggi il South China Morning Post.

L'intervento di Li viene dopo che sono state diffuse notizie di episodi di discriminazione nei confronti di candidati a posti di lavoro sulla base del fatto che questi erano incorsi nel contagio.

Li ha lanciato i suoi strali durante una riunione del Consiglio di stato, il governo cinese, ieri. Il premier ha lanciato un appello per l'uguaglianza dei diritti sui luoghi di lavoro.

Secondo l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua, Li ha detto che "il governo deve continuare a mettere come priorità l'impiego e concentrarsi, facendo tutto il possibile, a stabilizzare la situazione e ad accrescere i posti di lavoro".

Uno dei fattori che sta creando problemi è il permanere della situazione pandemica. La Cina continua a mantenere una rigida politica "zero-Covid" che porta a frequenti lockdown e interruzioni su ampia scala delle attività. Li, a giudicare dalle sue dichiarazioni, è il capofila di un approccio più temperato alla politica di eradicazione del virus.

La disoccupazione in Cina ha raggounto nelle aree urbane il 5,9 per cento rispetto al 5,1 per cento di dicembre scorso, a quanto ha riferito l'Ufficio nazionale di statistica cinese.

Non solo. Questo mese sono apparse sui media e sui siti online notizie relative a datori di lavoro che hanno escluso candidati a posti di lavoro sulla base del fatto che erano stati in passato contagiati dal virus. Una donna - secondo un post su WeChat - ha denunciato di essersi ridotta a dormire nella stazione di Honqiao, a Shanghai, perché da mesi nessuno vuole darle lavoro e le agenzie d'impiego la respingono perché è incorsa nell'infezione Covid-19.

Molti altri hanno raccontato sui social media le loro esperienze di guariti che non riescono a trovare lavoro perché oggetto di discriminazione nella ricerca del lavoro.

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