Premier giapponese vuole incontrare Kim Jong Un "senza condizioni"

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Roma, 20 mag. (askanews) - Il premier giapponese Shinzo Abe si è detto pronto a incontrare il leader nordcoreano Kim Jong Un senza condizioni preliminari, per discutere della vicenda dei cittadini giapponesi rapiti da agenti della Corea del Nord negli anni '70 e '80, una questione la cui soluzione Tokyo considera necessaria per qualsiasi negoziato di normalizzazione dei rapporti.

"Incontrando il presidente del Partito dei lavoratori di Corea Kim Jong Un senza porre condizioni, io voglio parlare con lui con franchezza e mente aperta", ha detto Abe in una riunione con i familiari delle vittime dei rapimenti.

Abe considera la soluzione della vicenda uno dei suoi principali obiettivi politici. A questo scopo, farà in modo che ancora una volta il presidente Usa Donald Trump incontri di nuovo i familiari dei rapiti nella visita di quattro giorni che inizierà da sabato prossimo.

Il Giappone è stato al margine del processo di distensione tentato da Trump e da Kim nei mesi scorsi, che ora sembra essere in stallo dopo il fallimento del summit di Hanoi a febbraio. Abe non ha mai incontrato Kim Jong Un e l'ultimo summit bilaterale risale all'incontro del 22 maggio 2004 a Pyongyang tra il padre dell'attuale leader nordcoreano, Kim Jong Il, e l'allora primo ministro nipponico Junichiro Koizumi.

Il Giappone denuncia formalmente il rapimento di 17 suoi cittadini da parte di spie nordcoreane, anche se vi sono sospetti su molti altri casi. Cinque di questi sono rientrati rocambolescamente nel Sol levante nel 2002. Pyongyang ha riconosciuto 13 rapimenti e sostiene che gli otto non rientrati in Giappone sono morti, ma non fornisce prove credibili su questa circostanza. Tra questi ultimi, anche il caso più conosciuto: quello di Megumi Yokota, che fu rapita nel 1978 a 13 anni.