Premio Balzan, Alier: “Un errore separare l’economia dal clima”

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Roma, 19 nov. (askanews) – “La Fondazione Balzan cercava novità, penso, quindi questo è un grande onore e ora c’è denaro a sufficienza per far lavorare giovani più o meno per un biennio. Faremo una sorta di mappa dei conflitti ambientali, c’è molto lavoro da fare e quindi questo premio è molto utile”. Così l’economista catalano Joan Martinez Alier ha commentato il premio Balzan ricevuto all’Accademia dei Lincei dalle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la categoria “Sfide Ambientali: risposte delle scienze sociali e umane”.

“Il premio è stato in parte una sorpresa, perchè quello che faccio non avviene spesso: legare l’economia ecologica, che è una cosa nuova, e l’ecologia politica, che in fondo una novità lo è altrettanto.

“Tra economia e clima c’è una relazione pessima: dovrebbero avere un buon rapporto, è come se fossero divorziate ma alla fine dovrebbero risposarsi. Non è possibile avere un’economia senza cura dell’ambiente. Nella storia del pianeta c’erano l’energia, la biologia, le piante, gli animali e solo dopo arrivarono gli umani. Poi la società umana, in seguito iI mercato. Oggi gli studenti di economia vanno all’università e il primo giorno di lezioni studiano i mercati: domanda e offerta, come si generano i prezzi Dovrebbero insegnare loro nel primo semestre la biologia e l’energia, l’ecologia industriale, da dove provengono le materie, senza i mercati. Questa è la geologia e la biologia poi studiare la società umana e forse nel secondo anno studiare i mercati.

“Quindi molte persone sono indottrinate e pensano che l’economia abbia a che fare con i prezzi e i mercati: questa era quella che Aristotele molti anni fa chiamava la crematistica, l’arte di fare denaro. Diversa da quella che Aristotele chiamava economia, l’arte di studiare quella che oggi è chiamata ecologia umana. Quindi penso che sia un grave errore separare l’economia dall’ambiente, perchè l’impatto del pil e l’impatto delle imprese con gli asset e le passività non sono calcolati in maniera accurata. Il passivo ambientale non comprende i danni che stanno causando, ora o in futuro. Quindi l’impatto economico complessivo non è accurato.

“La giustizia è protestare per le ingiustizie socio-ambientali, per esempio, a livello globale per i cambiamenti climatici. Alcune persone, in particolare quelle ricche, li stanno causando come è noto da oltre 100 anni e le persone più povere e le alter specie sono destinate a soffrire adesso o in futuro, perchè il livello dei mari si alzerà ulteriormente e il clima cambierà. Quindi è un’ingiustizia a livello globale. E poi ci sono le ingiustizie a livello locale: voglio fare un esempio italiano, il movimento italiano No TAP contro il gasdotto che dall’Anatolia arriva in Europa che secondo la gente del posto danneggerà il paesaggio o la fauna locale. Sono solidale con la loro causa perchè se protesti contro questo genere di investimenti che sono finalizzati esclusivamente a produrre più economia e più pil ma finiscono per danneggiare l’ambiente, ecco se protesti contro tutto questo aiuti la sostenibilità”.

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