Prende un monopattino dai rifiuti, licenziata. Può tornare al lavoro

“Ho perso il lavoro perché volevo portare un regalo a mio figlio, ma io non ho mai rubato nulla nella mia vita” denunciava esterrefatta nel settembre 2017 Aicha Elisabethe Ounnadi, licenziata dalla Cidiu, azienda di raccolta rifiuti della cintura Ovest di Torino, per aver preso un monopattino gettato in un cassonetto dei rifiuti. Per l’azienda si era trattato di “appropriazione indebita di un bene non di sua proprietà”. Dopo mesi di battaglie, i giudici della sezione lavoro della Corte d’appello hanno però annullato il licenziamento.

Non ci fu furto

“Essere licenziata per un monopattino vecchio e rotto di cui nessuno conosce la provenienza è assurdo” sottolineava la 40enne all’inizio della sua battaglia legale. La Cidiu aveva invece precisato come “a tutti i dipendenti è stato più volte ribadito che non è ammesso appropriarsi dei beni provenienti dalla raccolta dei rifiuti“. Aicha Elisabethe Ounnadi ha spiegato però che quel monopattino le era stato consegnato da una collega, la quale le aveva detto che era un regalo per i suoi figli.

La collega ha confermato tale versione e ora finalmente “giustizia è stata fatta” come dichiarano gli avvocati della dipendente licenziata, Paola Bencich e Mara Artioli. “Siamo soddisfatte soprattutto dal punto di vista umano: la Corte ha riconosciuto che non si è trattato di furto“, viene infatti specificato. I giudici, oltre ad annullare il licenziamento, hanno disposto anche un risarcimento di 12 mensilità.

“Facevo la spazzina, ho i calli nelle mani, ma non mi sono mai lamentata e non credo che qualcuno possa dire qualcosa sul mio operato. Improvvisamente adesso sono diventata una ladra, ma non è così” ribadiva infatti Aicha quando successo il fatto.