Prescrizione, Bonafede: "Non offro sponda a chi alza toni"

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"Sto lavorando, non offro la sponda a chi alza i toni. Vado avanti per la mia strada". Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, a margine di un incontro all’Anac, rispondendo a una domanda sulla posizione di Italia Viva e sulla possibilità che i renziani presentino una mozione di sfiducia nei suoi confronti dopo lo scontro sulla prescrizione. "Non me ne frega niente - aggiunge il ministro - di piantare bandierine, non voglio piantate un bel niente, e non mi interessa la logica del cedimento. Ho messo un limite alle proposte della maggioranza, questo limite è dato dall’obiettivo di garantire ai cittadini che lo Stato dia una risposta di giustizia e elimini spazi di impunità. Lascio ad altri le loro logiche". 

"Ciascuno è libero di fare ciò che vuole - continua -, anche di decidere se stare in maggioranza o all’opposizione. Io continuo il mio lavoro sulla riforma del processo penale". Per quanto riguarda i renziani, "non ho commenti da fare su queste dichiarazioni di minacce. Molestare quotidianamente i cittadini con minacce e risse e toni di un certo tipo è sbagliato. Rispetto chi lo fa ma non avrà mai in me una sponda". 

"Sul veicolo normativo stiamo facendo tutte le valutazioni, anche considerando le dinamiche e i tempi parlamentari", ha spiegato ancora riferendosi al lodo Conte bis, la proposta di mediazione sulla riforma della prescrizione su cui lavora la maggioranza . "La riforma del processo penale dovrebbe andare in Consiglio dei ministri questa settimana", ha aggiunto. 

La legge Spazzacorrotti "ha messo in atto un impatto a 360 gradi nel contrasto alla corruzione’", ha quindi sottolineato il ministro della Giustizia. La legge, ha ricordato Bonafede, "ha fornito strumenti che permettono di combattere la corruzione non solo come fenomeno a sé stante ma nelle sue infiltrazioni nel tessuto economico e sociale". L’Italia "grazie alla spazzacorrotti ha acquisito maggiore credibilità" e "quando ci sediamo ai tavoli internazionali possiamo illustrare norme già esistenti che devono solo essere rafforzate", ha concluso Bonafede. 

Il ddl di riforma del processo penale "contiene circa 50 misure che intervengono per eliminare i tempi morti e per arrivare a un processo celere e moderno che dia risposte di giustizia senza il sacrificio per diritti e garanzie per le parti", ha detto il ministro assicurando: "Non interverremo con sforbiciate ma per creare un processo con spalle larghe".