Prescrizione; Costa (Fi): maggioranza si è compattata

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Roma, 4 dic. (askanews) - "Leggo dalle agenzie che i deputati del PD stanno contestando Di Maio, da Verini a Bazoli. Questo dimostra che esistono forze politiche di maggioranza che, se volessero, potrebbero bloccare l'entrata in vigore della prescrizione dal 1 gennaio 2020. Peccato che quando fanno dichiarazioni esprimono le loro convinzioni ma quando votano esprimono le loro convenienze. Lo abbiamo visto ieri: noi abbiamo chiesto solo di votare perché un provvedimento, che attiene alla prescrizione, potesse essere esaminato dal Parlamento entro il 1 gennaio 2020 con la procedura d'urgenza. Non un voto nel merito, solo di metodo. Non ci hanno neanche consentito di portare il provvedimento in Aula, hanno votato contro perché tra le dichiarazioni e i comportamenti c'è una distanza enorme". Lo ha detto Enrico Costa, deputato di Forza Italia e responsabile del Dipartimento Giustizia del movimento azzurro, intervenendo alla maratona oratoria contro la riforma Bonafede sulla prescrizione organizzata a Roma, di fronte alla Corte di Cassazione, dall'Unione camere penali italiane.

"Con la presidente Gelmini - racconta - ieri siamo stati dal presidente della Camera Fico per evidenziare come una proposta in quota opposizioni, in quota FI, non potesse essere posticipata al mese prossimo. Il presidente Fico è stato sgusciante, non ci ha neanche garantito che in commissione si concluda l'iter entro il 1 gennaio 2020. Questo è il garante delle istituzioni, questo è il garante dei diritti dei parlamentari! Abbiamo inoltre una maggioranza che ci sta dilatando il provvedimento in commissione: ci stanno fissando due audizioni alla settimana per cui non riusciamo a discuterlo. Se ci fosse una discussione nel merito ci sarebbero divisioni nella maggioranza e i nodi verrebbero al pettine".

"Il Pd che ha bollato di irragionevolezza, di incostituzionalità la proposta di Bonafede - ha proseguito - ora non sa che pesci prendere. Iniziative come quella di oggi aiutano a fare chiarezza e a far capire chi è coerente con le sue dichiarazioni e chi si comporta in maniera diametralmente opposta. La maggioranza si è compattata, hanno preferito far scoppiare il processo che far scoppiare il governo. Una qualsiasi maggioranza avrebbe cercato la via d'uscita e avrebbe accettato una proroga e nel frattempo avremmo lavorato tutti insieme. E' stata promessa da Bonafede una riforma che snellisse i processi, ma non l'abbiamo mai vista. Noi continueremo le nostre battaglie, in Parlamento e nelle piazze".