Prescrizione, Di Maio: "Dal 2020 nostra riforma diventa legge"

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"La nostra riforma" sulla prescrizione "dal primo gennaio diventa legge, su questo non discutiamo. Se il Pd poi vuole votare una legge con Salvini e Berlusconi per far ritornare la prescrizione come era ideata da Berlusconi, sarà un Nazareno 2.0, ma non credo avverrà". Così Luigi Di Maio in un'intervista al Giornale Radio Rai.  

Dal canto suo, in un'intervista al Messaggero, Matteo Renzi afferma: "Se non ci sarà accordo voteremo il ddl di Enrico Costa, persona saggia e già viceministro alla Giustizia del mio governo. Bonafede può cambiare la sua legge, ma non può pretendere di cambiare le nostre idee".  

Ieri l'aula della Camera ha respinto la richiesta di esaminare con urgenza la pdl Costa, la proposta di legge di Forza Italia che punta a bloccare l'entrata in vigore, il primo gennaio prossimo, della riforma della prescrizione. Si sono schierati per il no M5S, Pd e Leu, per il sì tutto il centrodestra. Italia Viva ha deciso di non partecipare al voto. "Rivendichiamo l'idea di una politica non urlata o egoista e oggi sul tema della prescrizione il Pd si è confermato forza leale con la maggioranza - ha scritto in una nota il segretario Pd, Nicola Zingaretti - Ma, come abbiamo sempre detto, riteniamo inaccettabile l'entrata in vigore delle norme sulla prescrizione senza garanzie sulle durate dei processi".  

Il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha appreso con soddisfazione del voto della Camera. A quanto riferiscono fonti di via Arenula, il ministro ha apprezzato il messaggio di compattezza rispetto alla maggioranza che il Pd ha valuto dare tramite il voto e, in qualche modo, ha rilanciato: “Può essere un buon momento per chiudere finalmente sulla riforma del processo penale”.  

Per quanto riguarda il comportamento dei deputati di Italia Viva, a chi l’ha potuto sentire, Bonafede ha detto: “Ognuno fa le sue scelte, le nostre sono chiare da sempre”. Quanto all’istanza manifestata dal Pd sulla presentazione di una propria proposta se non si riuscisse a trovare un accordo in maggioranza, il ministro della Giustizia ha manifestato lo stesso scetticismo già mostrato al vertice di maggioranza, perché di fatto si tratterebbe di un enorme passo indietro “mentre siamo a pochi passi da una svolta”. Con quella proposta, infatti, invece che far prescrivere i reati, si fanno prescrivere i processi e, quindi, rispetto al tema della prescrizione, si tornerebbe al punto di partenza.