Prescrizione, Faraone (Iv): nuova proposta, nuovo pasticcio

Pol/Gal

Roma, 11 gen. (askanews) - "Anche abolire la prescrizione soltanto per chi è condannato in primo grado è una follia: numeri alla mano, in appello l'esito del giudizio viene ribaltato una volta su due. Saremmo al paradosso che chi, prima della riforma Bonafede, era assolto in appello, dopo una condanna in primo grado, sarebbe stato sottoposto ad un processo infinito e chi invece era giudicato innocente in primo grado e poi condannato in appello, con questa nuova proposta avrebbe visto prescrivere il suo reato". Così in un post su Fb il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone. "In più, il fascicolo di chi è condannato in primo grado, vista la decadenza della prescrizione, sarà messo da parte e trattato nei ritagli di tempo, con buona pace anche di chi deve ottenere un giusto risarcimento. Arriveremmo al paradosso che la priorità andrebbe ai processi degli assolti in primo grado che se non lavorati rischierebbero la prescrizione: un mostro giuridico, senz'altro incostituzionale", continua Faraone. "Tra l'altro, il 75% dei reati va in prescrizione già prima che il processo inizi e la legge Bonafede agisce al primo grado, vale soltanto per il 25% dei procedimenti. Quindi, a meno che non si voglia avanzare la proposta dell'abolizione della prescrizione collegata già con l'avviso di garanzia, esaspero ma non troppo, visto che ne ho sentito parlare nel caso di un rinvio a giudizio, l'unica soluzione è tornare alla prescrizione prima dell'intervento del governo giallo verde, che tra l'altro non era prevista per i reati più gravi. Va abbattuto il totem giustizialista dell'abolizione della prescrizione come cura dei mali del nostro sistema giudiziario. Semmai bisogna intervenire sui tempi dei processi. Se sono infinitamente lunghi la colpa è dello Stato che deve dotarsi di strumenti per accorciarli, non dei cittadini che non possono vedersi dilatare ancora di più i tempi in cui la giustizia si compie", conclude Faraone.