Prescrizione, maggioranza spaccata: accordo tra Pd-M5s senza Italia Viva

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La maggioranza ha trovato un’intesa, ma dal vertice della serata di giovedì 6 febbraio è uscito un governo spaccato. Infatti, sulla prescrizione c’è l’accordo tra Pd, M5s e LeU, mentre Italia Viva di Matteo Renzi di smarca dalle due forze politiche guidanti l’esecutivo. A comunicare l’esito dell’incontro è stato proprio Alfonso Bonafede, che non si risparmia le critiche verso Italia Viva. Il ministro ha anche spiegato che per lunedì prossimo si terrà un Consiglio dei Ministri volto all’approvazione delle riforma della giustizia che include al suo interno anche il nodo prescrizione.

Prescrizione, accordo Pd-M5s

La maggioranza di governo si spacca sul tema prescrizione: mentre Pd, M5s e LeU hanno raggiunto un accordo, infatti, Renzi si oppone. Un vertice durato circa un’ora e mezza nel quale Italia Viva si è staccata completamente dalla maggioranza di governo portando avanti la propria idea. Come più volte ribadito, per Renzi prevale il “giustizialismo”: inevitabile quindi il no alla riforma. Si erano scontrati più volte il leader di Iv e il ministro della Giustizia, fino al confronto in Aula.

Di fronte alle opposizioni di Italia Viva, però, Bonafede attacca: “Ognuno si prenderà le proprie responsabilità“. Poi, prosegue: “Nella maggioranza viene un momento in cui si deve anche accettare che ci sono tre forze su quattro che hanno trovato un accordo, per questo non ho condiviso e compreso i toni dei giorni scorsi. Non si tratta di far valere un diritto di veto perché è chiaro che così non si può governare”.

Anche Walter Verini, responsabile della Giustizia, interviene contro il Iv: “Iv è rimasta incomprensibilmente ferma e rigida nelle sue posizioni sulla prescrizione. Non c’è stata una contestazione nel merito: loro hanno detto prendere o lasciare, noi invece abbiamo ritenuto responsabilmente di dire sì a una soluzione accettabile, al di là delle manovre dei partiti per finalità poco chiare”.

Infine, conclude il guardasigilli: “Stiamo parlando di una riforma che abbrevia i tempi del processo. In questi giorni ho ascoltato davvero di tutto con umiltà e attenzione, però credo che siamo tutti d’accordo sul fatto che i tempi del processo devono essere abbreviati. Considerando che la riforma della prescrizione avrà effetti, anche nella versione del lodo Conte bis, tra due-tre anni, abbiamo tutto il tempo di riformare il processo penale, finalmente. Perché anche gli italiani sono stufi di discussioni create ad arte per distrarre“.

Il ruolo di Giuseppe Conte

Alcune fonti di Palazzo Chigi hanno specificato che il premier si sarebbe “speso per trovare un punto ancora più avanzato di mediazione rispetto al cosiddetto lodo Conte, pervenendo a formulare una nuova proposta efficace sul piano tecnico giuridico e utile a contemperare due distinti interessi”.