Prescrizione, Morrone (Lega): siamo a tramonto dell'impero

Pol-Afe

Roma, 28 gen. (askanews) - "La confusione regna sovrana nel governo. Il premier Conte e il Pd non sanno come uscire dal tunnel della prescrizione se non con improbabili compromessi, mentre il M5s sta scivolando verso un'inconsistenza elettorale e si aggrappa alle poltrone. Una situazione da tramonto dell'impero. Il ricorso alle urne sta diventando, quindi, un obbligo più che un'esigenza". Così il deputato della Lega Jacopo Morrone, che ha partecipato questa mattina a Roma, con i colleghi della commissione Giustizia alla Camera Anna Rita Tateo, Ingrid Bisa, Luca Paolini, Manfredi Potenti, Roberto Turri e Gianluca Cantalamessa, alla 'maratona' organizzata dalle Camere Penali, contro la riforma 'manettara e giustizialista' fortemente voluta dal guardasigilli Alfonso Bonafede.

"Questa riforma - sottolinea Morrone - fu uno dei motivi che misero in crisi l'alleanza di governo tra Lega e M5s. Il punto fermo della Lega era che la riforma diventasse operativa solo contestualmente a una riforma strutturale della giustizia. Il M5s ha fatto invece quadrato sulla riforma e sulla data della sua promulgazione, il primo gennaio 2020. Così è stato. Il PD, nuovo alleato di governo, ha infatti chinato la testa di fronte ai diktat di Bonafede e dei grillini, consentendo che la prescrizione entrasse in vigore pur di non far cadere l'esecutivo. Il quadro è molto semplice. Arrivato al governo senza voto, il Pd punta a mantenerlo in vita con ogni stratagemma. Ovvio, quindi, che le critiche dem al provvedimento siano puro tatticismo politico. Il terremoto elettorale alle recenti regionali, con il calo vertiginoso dei voti grillini, sta comunque facendo crollare le mura della rocca. Di qui, gli affanni del premier Conte pronto ad allearsi con chiunque e a cercare compromessi al massimo ribasso sulla prescrizione pur di restare in sella. La Lega è fermissima sia sulla questione prescrizione, che deve essere bloccata finchè non sarà operativa una riforma complessiva della giustizia, sia sul fatto che all'Italia serva un governo stabile, con ampia legittimazione popolare".