Prescrizione, Morrone (Lega): in vigore solo dopo riforma processi

Pol/Arc

Roma, 3 dic. (askanews) - "La riforma della prescrizione deve slittare finchè non entrerà in vigore una riforma complessiva della giustizia, tale da garantire tempi certi ai processi". Lo ha dichiarato, alla Camera, il parlamentare leghista Jacopo Morrone, che ha rivolto un saluto e il proprio appoggio alle decine di colleghi avvocati impegnati in una "maratona oratoria" di protesta davanti alla Corte di Cassazione.

"Abbiamo approvato, a suo tempo, la riforma della prescrizione, seppure non convintamente, perché lo chiedevano gli alleati di Governo, ma solo alla condizione imprescindibile - ha precisato - che la sua entrata in vigore fosse contestuale a una riforma strutturale della giustizia. Così non è stato. Con l'uscita della Lega dal Governo la spinta riformatrice si è bloccata e oggi non posso che esprimere la mia più profonda preoccupazione per le conseguenze negative che deriveranno dall'entrata in vigore della riforma della prescrizione, se non si farà qualcosa per fermarne la vigenza. Questa riforma monca si tradurrà nell'ennesimo tradimento nei confronti degli italiani, su cui ricadono le conseguenze dell'inefficienza del sistema. I profondi dubbi nei confronti del nuovo corso della giustizia del Conti bis si sono rivelati realistici".

"La riforma della giustizia preannunciata dal ministro Alfonso Bonafede - ha aggiunto - non esiste. Tutto è fermo, bloccato dai veti incrociati e dall'inconsistenza di chi dovrebbe decidere. La cosiddetta legge 'spazzacorrotti' rischia di essere spazzato via dalla Corte Costituzionale; la riforma del CSM, con la previsione del sorteggio, è su un binario morto; l'entrata in vigore della riforma delle intercettazioni è continuamente procrastinata; la riforma della magistratura onoraria è legata ai distinguo velleitari di Bonafede e di Andrea Orlando; la geografia giudiziaria e la riapertura di alcuni tribunali chiusi d'imperio dai governi Pd si sono perse in qualche commissione; la riforma della Polizia penitenziaria è ignorata e rimandata sine die. La giustizia sta diventando la 'Waterloo' del Conte bis. Ma a rimetterci non può essere l'intero Paese".