Prescrizione, Renzi a Bonafede: “Non hai i numeri, fermati finché sei in tempo”

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Riparte lo scontro tra il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il Guardasigilli Alfonso Bonafede sulla riforma della prescrizione. Il nuovo partito dell’ex premier aveva già annunciato che in Aula i suoi avrebbero votato contro e si sarebbero allineati al centrodestra. Ora, di nuovo, Renzi torna a rimarcare quando precedentemente detto dal palco dell’Assemblea nazionale del partito. “Fermati finché sei in tempo – ha detto l’ex premier rivolgendosi a Bonafede – perché in Parlamento votiamo contro la follia sulla prescrizione. Patti chiari amicizia lunga”. Infine, conclude: “Senza di noi non avete i numeri al Senato e forse neanche alla Camera, rifletteteci bene. Io voto la civiltà non la barbarie sulla prescrizione”. Ma la replica del Guardasigilli arriva poco dopo.

Prescrizione, scontro Renzi-Bonafede

Non c’è accordo sul tema prescrizione e Matteo Renzi minaccia Alfonso Bonafede rimarcando il fatto che non ci saranno i numeri. Se Italia Vivia, infatti, voterà contro il provvedimento, potrebbe segnare una dura sconfitta per il guardasigilli. Renzi dunque, dall’assemblea nazionale del partito ha avvisato: “Fermati finché sei in tempo“. Ma Bonafede replica duramente: “Non accetto ricatti e minacce da nessuno. E vado avanti”. Poi aggiunge: “Io non credo che dobbiamo pensarla tutti allo stesso modo, ci mancherebbe. Qualcuno dovrebbe semplicemente rendersi conto di non essere più al governo con Alfano e Verdini. Che, come noto, hanno una concezione della giustizia lontana anni luce dalla mia”.

Nel dibattito interviene anche Andrea Orlando, che ricorda: “Tra Italia Viva e il ministro Bonafede si sta sviluppando un’assurda polemica a distanza che rischia di coprire le critiche ragionevoli venute dai vertici della magistratura durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Occupiamoci di queste e riprendiamo il confronto“.

Anche Valter Verini, responsabile della Giustizia del Pd ha invitato a lasciare da parte le divergenze: “È ora di smetterla con opposte rigidità ed esibizioni muscolari sul tema della prescrizione, esibizioni che il Pd ha sempre rifiutato anche alla luce delle cose emerse nelle inaugurazioni dell’anno giudiziario diventa urgente che il presidente del Consiglio chiuda positivamente il confronto su questo tema con una soluzione condivisa sull’inaccettabile riforma della prescrizione, osteggiata da gran parte della maggioranza, dal mondo dell’avvocatura e di gran parte della magistratura”.