Prescrizione, Salvi: dipende da fallimento riti alternativi -2-

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Roma, 31 gen. (askanews) - "La Procura generale ha già con chiarezza espresso in passato la propria valutazione. La prescrizione è un istituto di garanzia correlato all'inerzia dei pubblici poteri e alle loro inefficienze, a presidio del diritto all'oblio. Questo diritto non è assoluto e non è senza bilanciamenti. La prescrizione dei reati è correlata anche al contrapposto diritto alla conoscenza e alla statuizione riparatoria sulla verità, accertata con lo strumento e nei limiti del processo", continua Salvi.

"È dunque necessario operare per respingere gli effetti negativi di una prescrizione che giunge mentre è intenso lo sforzo di accertamento della responsabilità, preservando al contempo il valore di garanzia dell'istituto. Non entriamo nel merito delle scelte attuali del Legislatore, riportandoci all'interlocuzione già avviata, se non per indicare quello che a noi sembra comunque un punto critico di quel bilanciamento: la parificazione della sentenza di condanna a quella di assoluzione, ai fini degli effetti sul decorso della prescrizione. La condanna è una statuizione di responsabilità, benché provvisoria (almeno nel nostro ordinamento), mentre l'assoluzione indica, anche nel caso di impugnazione del pubblico ministero, la sussistenza del dubbio accertato, che impone la celere delibazione definitiva".

"Resta poi ferma, a parere della Procura generale, la necessità di individuare comunque un punto finale, cui consegua la statuizione definitiva sulla prescrizione e ciò anche a tutela della persona offesa, che da quella statuizione potrà comunque ottenere il ristoro dei danni". Insomma "lo scorso anno giudiziario è stato segnato dalla discussione circa la distonia tra l'esercizio dell'azione penale e i suoi esiti dibattimentali. Si affermò infatti da taluno che circa il 50% delle azioni terminava in assoluzione e che ciò dimostrava un cattivo esercizio del potere e la necessità di rivedere tanto i meccanismi di filtro, quanto i criteri previsti dalla legge perché si passasse alla fase del giudizio. Analoghe conseguenze sul piano del dibattito istituzionale, finalizzato a proposte di riforma, ha avuto l'affermazione che la maggior parte delle prescrizioni si verifica in realtà nel corso delle indagini preliminari".